Rinnovata la fiducia ad Alajmo | Biondo, al via la fase dei tagli

Rinnovata la fiducia ad Alajmo | Biondo, al via la fase dei tagli

Rinnovata la fiducia ad Alajmo | Biondo, al via la fase dei tagli
Il direttore del teatro Biondo Roberto Alajmo

Il cda ha respinto le dimissioni del direttore. Lui ringrazia e annuncia: "Devo riflettere".

PALERMO – Il teatro Biondo riparte da Roberto Alajmo. L’assemblea dei soci e il cda dello stabile palermitano ieri hanno tracciato la strada del risanamento che parte dalla rinnovata fiducia al direttore artistico dimissionario lo scorso 1 agosto e al quale è stata data la mission di raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio attraverso un piano dei tagli che dovrebbe aggirarsi intorno a seicentomila euro all’anno per un triennio. Un programma di risanamento necessario a tenere in piedi una delle istituzioni culturali della città che proprio con la gestione artistica di Alajmo negli ultimi tempi ha fatto registrare consensi in termini di pubblico che non si registravano da tempo. Ora tocca allo stesso Alajmo condurre in porto un’opera di risanamento dei conti attraverso un confronto con le organizzazioni sindacali e decisioni dure per i lavoratori. Non c’è ancora nulla di ufficiale ma il piano di tagli prevederebbe una strada più “morbida” che percorrerebbe la via di una decina di prepensionamenti finanziati con un fondo ad hoc per finanziare le uscite anticipate del personale, un’altra più “traumatica” che imporrebbe i temuti licenziamenti. A questi si aggiungerebbero tagli alle consulenze esterne, ai costi dell’attività teatrale in senso stretto in termini di produzioni o di spettacoli prodotti esternamente e ospitati nel teatro di via Roma.

Per Alajmo intanto si apre un periodo di “riflessione”. Il direttore nel primo pomeriggio ha diramato un comunicato in cui ha voluto “ringraziare tutti: i Soci, il Consiglio d’Amministrazione, l’intero mondo teatrale italiano, i lavoratori e soprattutto la città di Palermo, che in queste settimane ha dimostrato di avere apprezzato il mio lavoro al Teatro Biondo. Sono lusingato del segnale di stima arrivato ieri dal Cda nel rigettare le mie dimissioni, presentate a suo tempo con motivazioni circostanziate e con la formula dell’irrevocabilità. In questo momento solo di una cosa sono sicuro: se tutte le parti coinvolte spingeranno nella stessa direzione, non ci sono traguardi che siano preclusi al Biondo. Per quanto riguarda me, esistono delle motivazioni personali che permangono, e per risolvere le quali chiedo a tutti qualche giorno di riflessione”.

Ecco la nota dei vertici del Biondo diramata al termine dell’assemblea dei soci e del cda che riportiamo integralmente. L’Assemblea dei Soci del Teatro Biondo di Palermo, riunita il 24 agosto 2016 in composizione totalitaria, ha innanzitutto preso atto, con ampio apprezzamento, della delibera del CDA adottata nella seduta antimeridiana, che prevede di confermare il Teatro Biondo quale “Teatro Pubblico” della città di Palermo, stabilendo la prosecuzione del percorso di sviluppo e di consolidamento già avviato, confermando la volontà di permanenza del Teatro Biondo nel sistema dei Teatri pubblici del Paese e ribadendo l’impegno alla trasformazione da Teatro di Interesse Culturale (TRIC) a Teatro Nazionale.

L’assemblea ha ribadito con forza la necessità di realizzare, nell’anno in corso, un piano straordinario che realizzi il pareggio di bilancio. Ritenuto prioritario l’avvio immediato della stagione artistica 2016/17 nel pieno rispetto delle aspettative degli abbonati, attuali e futuri, e del pubblico palermitano, invitando il Direttore Roberto Alajmo a compiere, con sollecitudine, tutti i passaggi necessari. L’assemblea ha, infine, invitato il CDA, nel pieno rispetto delle sue competenze statutarie, a porre in essere tutti gli atti e le misure necessarie a raggiungere, nell’immediato, il pareggio di bilancio dell’anno in corso e la definizione di un piano strategico per il triennio 2017/19. A tal fine è stato invitato il direttore Roberto Alajmo ad avviare con sollecitudine il confronto con i sindacati, secondo le indicazioni e gli indirizzi che darà il CDA, per l’individuazione di scelte e strumenti di prospettiva per la pianificazione del prossimo triennio 2017/19. Il CDA, riunitosi in seduta straordinaria immediatamente dopo la conclusione dell’Assemblea dei Soci, ha preso in esame le dimissioni formulate dal Direttore Roberto Alajmo nella seduta del 1 agosto e, alla luce delle priorità e delle urgenze emerse in sede di Assemblea, ha, con voto unanime, respinto le dimissioni stesse, ribadendo la piena fiducia del CDA al Direttore, tanto alla luce dell’attività pregevole da lui fin qui svolta, nell’interesse del Teatro, quanto nella convinzione che la sua attività dovrà e potrà risultare efficace per il raggiungimento degli obiettivi indicati dall’Assemblea e stabiliti dal CDA.

Lo stesso consiglio di amministrazione ha infine dato incarico al direttore Alajmo di procedere immediatamente all’avvio del confronto con i sindacati, come da indicazione dell’Assemblea, al fine di consentire al CDA stesso l’individuazione degli strumenti più idonei per compiere le scelte più appropriate, sia per dare solidità culturale e patrimoniale al Teatro, sia per compiere le scelte più idonee per rimettere in pista la candidatura del Teatro Biondo di Palermo a Teatro Nazionale.

“Guardiamo con favore alla ritrovata sintonia fra il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il direttore artistico del Teatro Biondo Roberto Alajmo – afferma Mario Attinasi, presidente di Confesercenti Palermo -, così come allo spirito costruttivo emerso dall’assemblea dei soci di ieri. Palermo non può fare a meno del suo Stabile, che è anche una attrattiva turistica importante, ma al tempo stesso deve essere chiaro che i teatri devono, con l’aiuto delle istituzioni pubbliche, andare verso una piena autonomia finanziaria che li preservi da future crisi. La cultura è un asset strategico per il nostro territorio, che va sottratto alle logiche politiche e deve essere invece considerato a tutti gli effetti una opportunità di crescita sociale ed economica”.

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