CATANIA – Le dimissioni della presidente del Teatro Stabile di Catania, Rita Gari Cinquegrana, “segnalano un disagio che non può essere ignorato”. È quanto affermano Cgil e Slc di Catania in una nota congiunta, esprimendo “forte preoccupazione” per la decisione arrivata dopo “un importante lavoro di risanamento e rilancio dell’ente”.
Secondo i sindacati, il contenuto della lettera di dimissioni impone una presa di posizione chiara da parte del sindaco Enrico Trantino e dei soci. “Non è accettabile il rischio di tornare all’instabilità e ai debiti del passato”, si legge nella nota.
Timori su governance e modifiche statutarie
Cgil e Slc puntano l’attenzione sulle ipotesi di modifica dello statuto, in particolare su quelle che potrebbero concentrare maggiori poteri nelle mani del direttore. “L’esperienza insegna che sistemi squilibrati hanno già prodotto conseguenze gravissime, fino al commissariamento del 2016. Controllo e gestione devono restare distinti”, sottolineano.
“No a un ruolo subordinato di Catania”
I sindacati esprimono inoltre “netta contrarietà” all’ipotesi di un Teatro Nazionale con Palermo capofila e Catania in posizione subordinata. “Respingiamo qualsiasi progetto che comprometta identità, autonomia e centralità del Teatro Stabile di Catania, istituzione culturale di riferimento sin dal 1958”, evidenziano.
Infine, viene ribadita la necessità di garantire all’interno del consiglio di amministrazione la presenza di professionalità qualificate del settore culturale e dello spettacolo, “in grado di assicurare competenza, visione strategica e conoscenza delle dinamiche artistiche e produttive”.

