Telecamere e cimici nel fortino dei Nizza: le richieste di pena - Live Sicilia

Telecamere e cimici nel fortino dei Nizza: le richieste di pena

Il processo d'appello frutto dell'inchiesta Stella Cadente.
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CATANIA – Non a caso sono stati definiti gli eredi dei Nizza. E – sempre non a caso – il blitz, quando è scattato nel 2019, è stato chiamato Stella Cadente. Gli investigatori hanno preso ispirazione dalle operazioni precedenti che riguardavano lo spaccio attorno alla via Stella Polare, che da oltre un decennio è la roccaforte della droga della famiglia Nizza, legata a Cosa nostra. In quel quadrilatero di viuzze del rione Angeli Custodi (anche se molti, forse per facilità, lo definiscono San Cristoforo, ndr) non si è mai smesso di spacciare droga.

All’ombra della casa di Daniele e Salvatore Nizza (due dei cinque fratelli, ndr) è stato creato un vero e proprio takeaway della droga. Le telecamere dei carabinieri hanno immortalato centinaia di cessioni. E da quei filmati sono stati ricostruiti ruoli e strategie di vendita della droga. Alcuni dei fedelissimi di Andrea Nizza (il latitante arrestato dai carabinieri nel 2017) da Librino si sono spostati in via Stella Polare. E lì hanno ricostruito gli affari illeciti.

Il capo-piazza

Mario Marletta sarebbe stato una sorta di ‘capo-piazza’ insieme a Giovanni Maria Privitera (figlio del più famoso Giuseppe Privitera, u Ricciolino), Michele Polizzi e Manuel Taglieri. Dario Lo Presti, poi, avrebbe avuto il ruolo di custode. Le microspie piazzate nella sala colloqui del carcere sono state la cieligina sulla torta di un’indagine che si è conclusa con una serie di condanne del gup. Sentenza poi impugnata dalle difese. E così si è aperto l’appello.

Il Pg Antonio Nicastro ha esaminato nell’arco di due udienze le posizioni degli imputati e ha chiesto la riforma delle pene, per alcuni concedendo le attenuanti equivalenti alle aggravanti. Per altri, invece, è stata formulata una richiesta di condanna a titolo di aumento con altre sentenze. Le pene richieste vanno dai 12 ai 2 anni. 

Le richieste di pena

Ecco le richieste di pena avanzate dal sostituto procuratore generale Antonio Nicastro: Daniele Agostino Calaciura, 7 anni e 10 mesi, Ferdinando Faro, 7 anni e 10 mesi, Manuel Antonio Di Benedetto, 7 anni e 10 mesi, Simone De Luca, 8 anni, Dario Lo Presti, 8 anni, Angelo De Luca, 7 anni e 10 mesi, Mario Marletta, 7 anni e 10 mesi, Giovanni Maria Privitera, 7 anni e 10 mesi, Manuel Taglieri, 7 anni e 10 mesi, Lucio Angelo Pescatore, 12 anni, 8 mesi e 20 giorni, Michele Polizzi, 8 anni, Marco Lorenzo Cantone, 2 anni e 2 mesi e 7 mila euro, Benito Pastura, 2 anni e 2 mesi e 7 mila euro, Nunzio Plandera, 2 anni e 2 mesi e 7 mila euro, Carlo Cutrona, 2 anni 2 mesi e 9 mila euro di multa, Vanessa Pittarà, 2 anni 2 mesi e 9 mila euro di multa, Davide Guerra, 3 anni e 8 mila euro, Damiano Sparacino, 2 anni, Omid Goodarzy, 1 anno e 8 mesi.

Per Carmelo Scalia, infine, il pg ha chiesto l’accoglimento  dell’appello e  l’applicazione di una pena di 20 giorni e 100 euro di multa a titolo di aumento pena per la sentenza inflitta dopo l’arresto in flagranza nel 2017.

Si torna in aula il 26 maggio per l’inizio delle arringhe difensive. 


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