PALERMO – Corsia preferenziale confermata all’Ars per il disegno di legge che proverà ad introdurre la possibilità del terzo mandato per i sindaci nei Comuni fino a 15mila abitanti. Il percorso tracciato ha ricevuto un’ulteriore ‘bollinatura’ nel corso della seduta di oggi, mercoledì 4 marzo.
Corsia preferenziale per il ddl sul terzo mandato dei sindaci
Dopo la burrascosa chiusura della seduta precedente, l’Aula è ripartita dal punto che aveva provocato la protesta delle opposizioni: la possibilità, o meno, di votare la modifica dell’Ordine del girono di Sala d’Ercole decisa dalla conferenza dei capigruppo. Il vice presidente di turno, Nuccio Di Paola, ha confermato al capogruppo M5s Antonio De Luca la risposta degli uffici a norma di regolamento: “La richiesta di votazione sull’ordine del giorno andava fatta subito dopo la comunicazione della presidenza rispetto alle decisioni della Capigruppo”.
E così via libera al disegno di legge presentato dal capogruppo della Lega Salvo Geraci e sottoscritto da altri capigruppo della maggioranza come Giorgio Assenza (FdI) e Stefano Pellegrino (Forza Italia), ma anche da Ignazio Abbate (Dc), Giuseppe Lombardo (Scn) e Giuseppe Geremia Lombardo (Mpa). ‘Disposizioni in materia di rieleggibilità e numero massimo di mandati consecutivi per la carica di sindaco nei Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti’, è il titolo della proposta di legge rispetto alla quale i Cinquestelle hanno comunque annunciato che chiederanno il voto segreto.
L’iter del ddl per il terzo mandato dei sindaci
Il ddl, che sarà approvato dalla prima commissione il 10 marzo, è già all’Ordine del giorno della seduta di Sala d’Ercole prevista per quel giorno. In quella occasione partirà la discussione generale, mentre il termine per la presentazione degli emendamenti in aula è fissato per le 12 dell’11 marzo. A seguire inizierà l’esame del ddl, che però non si preannuncia per nulla semplice.
Le divisioni nel centrodestra all’Ars
Il centrodestra, infatti, continua ad essere spaccato. Oltre alle divisioni che da tempo serpeggiano tra i banchi di Sala d’Ercole, e che hanno visto come ultima vittima il ddl Enti locali, negli ultimi giorni sono arrivati ulteriori segnali di inquietudine tra le file della maggioranza.

Prima di tutto c’è la contrarietà espressa pubblicamente dal deputato di FdI Fabrizio Ferrara, presidente della commissione Cultura, alla corsia preferenziale decisa dalla conferenza dei capigruppo per il ddl sul terzo mandato ai sindaci. Una presa di posizione avvenuta in Aula, nonostante il suo capogruppo Assenza avesse apposto la propria firma su quel ddl. “L’Aula non può tornare sui suoi passi rispetto ad una decisione già presa pochi giorni fa”, ha affermato Ferrara facendo riferimento al fatto che la norma sul terzo mandato, ora oggetto di una sentenza della Consulta, era già stata bocciata nell’ambito del ddl Enti locali. Il deputato FdI ha poi spiegato la sua posizione: “Una difesa della nostra autonomia che non può essere intaccata per una sentenza della Corte costituzionale che non riguarda la Sicilia”.
A tutto questo si aggiungono anche i malumori del Mpa. Gli autonomisti hanno sottoscritto il ddl in questione ma che hanno anche votato con l’opposizione in occasione della ratifica dell’incarico di dg del Policlinico di Messina a Salvatore Iacolino. Ciliegina sulla torta sono poi i malumori degli autonomisti rispetto al rimpasto di governo.
I cambi nella giunta regionale
Schifani ha spiegato che entro marzo nominerà i titolari degli assessorati per i quali ha tenuto in mano l’interim da novembre, Politiche sociali e Autonomie locali. Secondo le voci che filtrano, il governatore avrebbe intenzione di riassegnare una delega alla Democrazia cristiana e l’altra a Forza Italia.
M5s sul piede di guerra
A conferma delle tensioni che pervadono l’Aula oggi il Movimento cinque stelle, per protesta, ha abbandonato i lavori di Sala d’Ercole. “Spirano venti di guerra pure in Sicilia e non sappiamo che ruolo avranno nello scenario internazionale le basi militari dell’isola – hanno detto -. Dovremmo trattare in Aula cose veramente importanti e invece ci ritroviamo a parlare di vecchie interrogazioni o del terzo mandato ai sindaci. Questo Parlamento continua ad essere completamente scollegato dalla realtà”.
Sul tema interviene anche l’Asael, con il suo presidente Matteo Cocchiara: “Non siamo contrari a eventuali rimedi che il legislatore volesse adottare nell’imminenza delle scadenze elettorali, come nel caso del terzo mandato, ma per correttezza istituzionale si deve avviare una riforma complessiva del sistema delle autonomie locali – dice -. In questo senso l’Asael si è già attivata ed è pronta a dare il proprio contributo”.

