Palermo, "brucia tutto". Le chat dei picciotti dello Zen

Teste di capretto e terrore: “Brucia tutto”. Le chat dei picciotti dello Zen

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Intercettazioni e foto: così li hanno inchiodati

PALERMO – Sono stati loro. Le chat non lasciano spazio a dubbi. Salvatore Verga ordinava gli attentati, Matteo Salamone e Rosario Piazza giravano le direttive ai picciotti dello Zen, pagati per i raid.

Due commercianti hanno denunciato di avere sborsato i soldi del racket. Resta da capire quanti hanno pagato in silenzio. In altre attività commerciali non hanno fatto in tempo a tentare di andare all’incasso dopo avere lanciato i messaggi intimidatori.

“Mi hanno minacciato di morte”

Così emerge dall’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Palermo che ha portato a 22 fermi. Un imprenditore, sentito a sommarie informazioni a fine giugno, ha confermato i sospetti degli investigatori raccontando di aver ricevuto una richiesta iniziale di 5.000 euro, successivamente ridotta a 3.000 euro, somma che ha pagato in due rate. La vittima ha descritto gli estortori e ha consegnato le immagini dei due mentre gli chiedevano il pizzo.

Questo ha rafforzato le prove a carico di Andrea Perugia e Massimiliano Clemente, tra i fermati di oggi.
Sarebbero andati nell’esercizio commerciale dell’imprenditore dicendogli di “mettersi a posto” e minacciando che se non l’avesse fatto avrebbe subito la sorte di altre vittime.

“Sai cosa sta succedendo agli altri”, gli avrebbero detto. Uno dei due esattori, Perugia, era suo cliente abituale. Minacciarono di morte il commerciante e i familiari. Gli dissero che erano pronti a rapire la nipote.

Verga, intercettato in carcere, ne discuteva con Salamone: “… deve dare altri 1500, sono tre…”.
Il 26 maggio Verga scriveva a Piazza: “portati ki vuoi l’importante è che bruciaoo.. tuttoooo. Deve uscire i soldi”. Dopo la frase l’emoticon della faccina che ride. I carabinieri hanno filmato Salamone in strada allo Zen mentre riceveva gli ordini in videochiamata con Verga.

Il 26 maggio alle 23:56 Rosario Piazza scriveva al detenuto: “Parri sto arrivando allo Zen tutto a posto”. Aveva appena dato fuoco al deposito di Sicily by Car in via San Lorenzo. I carabinieri hanno sequestrato il cellulare che Verga teneva in carcere, a Trani, e quello di Piazza, uno dei primi ad essere arrestati nelle scorse settimane.

La testa di capretto

Il 23 maggio c’è una videochiamata fra Verga e Salamone. Quest’ultimo aveva recuperato una “testa di capretto”. Salamone lo comunicò a Verga che gli chiese: “… come la posso fare scoppiare una bombola?”. Voleva causare “un danno forte… deve cadere lo stabile a terra”. La testa di capretto fu recapitata nel giardino di casa del titolare di una pompa di benzina.

I picciotti dello Zen in azione

Il 3 giugno fu dato alle fiamme il suo autolavaggio in via Lanza di Scale. Ancora una volta era stato Verga a dare le indicazioni: “… la macchina dentro una spazzola del lavaggio e la bruciamo”.
Quando furono arrestati coloro che rubarono la macchina nel parcheggio del centro commerciale Conca d’Oro, Piazza informò Verga: “Me fra un macello hanno arrestato al ragazzo meno male che le bombolette le ha nascosta e gli imputano la macchina”.

Quindi Piazza si rammaricava di non avere provocato danni più gravi “perché sto pinnolone lo ha messo troppo avanti”. Subito dopo inviava al detenuto il video dell’incendio.

“Ma tu devi dire la verità seicento per lui e 400 per lui stop non c’è niente i scannarsi”, diceva Verga dando anche le indicazione per pagare i picciotti per gli incendi a Sicily by Car.

“Bottiglie di benzina ovunque”

Il 9 giugno ancora una volta Verga scriveva: “dobbiamo fare Lidl Mec Sicily by car e bottiglie di benzina ovunque.” Piazza rispondeva signorsì: “domani ci organizziamo bene… lo facciamo tranquillo pure io ci scendo”. Poche ore dopo diedero fuoco alla porta di ingresso della pizzeria “Ulisse” a Tommaso Natale.

L’11 giugno Piazza informava il capo che l’attentato era stato compiuto: “sono rientrato ora ora e là ci si è fatto da Sicily by car e l’ho fatto… a posto domani si fa quello non ti preoccupare per il momento ho fatto questo”. Un’altra vittima avrebbe presto ricevuto la visita sgradita. Nella notte, il blitz.


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