Todaro e Castiglione

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La capacità dei siciliani d'andare avanti con qualunque clima? A me pare che, stemperato dai pochi anni di Crocetta, il clima sia sempre stato lo stesso: è stata ed è tutta di destra l'aria che tira. Certo, mettere insieme le mele con le pere, i guai della sinistra con quelli della destra, serve solo a rafforzare il buon elettore della maggioranza corrente nell'dea che rimarrà un sogno per quegl'altri fare una bella mangiata di mele per l'evidente incapacità dei curatori di turno di far crescere quell'albero, preferendo il personale orticello. E poi dopo Musumeci e Schifani, 10 anni di grandi successi strombazzati dall'ex presidente, al quale ancor l'offende l'aver perso lo scranno di Sicilia, e dall'attuale che si appresta a perderlo (ma lui lo sa?), torniamo ai siciliani: continuano a votare sempre allo stesso modo e sostengono che manca la politica. E allora, per semplificare potremmo dire che manca il buon elettore? Troppo facile, diciamo che, anche a tenere conto dei sistemi elettorali cangianti, confezionati altrove, gli eletti, aceto di mele e pere cotte, sono lo specchio fedele di questi siciliani.

X Salvatore: ma quale città allo sbaraglio. Le risse ci sono sempre state a Palermo come nel resto del mondo. Il problema di Palermo non sono le risse nè gli immigrati, ma la mafia, la borghesia mafiosa, il racket, la corruzione, il clientelismo, le collusioni... A chi parla di città allo sbaraglio ricordo quando veramente Palermo era allo sbaraglio ai tempi dei delitti eccellenti e delle stragi di mafia e delle guerre di mafia. Quando in città giornalisti scomparivano nel nulla e procuratori della repubblica venivano uccisi in centro come in periferia. Quando la mafia uccideva sindacalisti, imprenditori, politici, giudici, poliziotti, carabinieri...

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