Tonno avariato, un'altra intossicata| Una donna finisce in ospedale - Live Sicilia

Tonno avariato, un’altra intossicata| Una donna finisce in ospedale

Ennesimo caso in città. Una 58enne ricoverata al Civico. Le sue condizioni.

PALERMO
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PALERMO – E’ stata trasportata in ospedale dopo aver accusato un malore. Una volta al pronto soccorso, i medici del Civico hanno accertato l’ennesimo caso di intossicazione da tonno avariato. La sindrome sgombroide ha colpito, stavolta, una donna palermitana di 58 anni, finita in ospedale con mal di testa, eritema, nausea e problemi respiratori: anche lei ha riferito ai sanitari di aver consumato del tonno poche ore prima, ma è ancora da accertare dove abbia acquistato il pesce.

Undici le persone già ricoverate nel capoluogo siciliano nelle scorse settimane, compresi due nuclei familiari che abitano nello stesso palazzo, nella zona di Falsomiele, che avevano mangiato del tonno acquistato da un ambulante a Ballarò. Si tratta di una delle aree maggiormente passate al setaccio dai Nas dei carabinieri, che hanno già chiuso due pescherie abusive.

I controlli potrebbero adesso continuare nelle prossime ore, dal Civico, dopo l’ennesimo ricovero, è infatti scattata una nuova segnalazione all’Epidemiologia dell’Asp che effettuerà ulteriori accertamenti. Nel frattempo proseguono i sequestri di tonno pescato illegalmente, sia nel Palermitano che nel Trapanese. A metà giugno, a finire in ospedale, era stata anche una bambina di dodici anni.

“Bisogna diffidare dai prezzi troppo bassi – spiegano gli esperti -. Il tonno “low cost” viene spesso venduto a scapito della qualità e della sicurezza. Il rischio esiste soprattutto perché si tratta di pesce crudo, ma in generale è bene mantenere alta la soglia d’attenzione in tutti i ristoranti. Dipende tutto dall’onestà di ogni soggetto coinvolto nel percorso che fa il prodotto prima di arrivare a tavola: basta una piccola anomalia o l’interruzione della catena del freddo per creare i presupposti che provocano poi la sindrome sgombroide”.


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Commenti

    Martedi sono stato al mercatino rionale di via Li Bassi, ho visto tonno in vendita a 6,00 euro, mi domando perchè l’assenza di vigilanza in questi mercati.

    Non solo per la provenienza e lo stato merceologico del pesce (tossicità, freschezza, igiene o altro), ma con questo caldo torrido la gente si azzarda a mangiare tonno, seppure preparato in casa?

    Vendono questo veleno alla luce del sole, con furgoni piazzati abusivamente lungo le strade.
    Perchè le forze dell’ordine non intervengono prima che qualcuno muoia?

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