PALERMO – Nel capannone della Fondi Metal, una srl di Carini, arrivavano tonnellate di rame, stoccato e rivenduto in giro per l’Italia. Il tutto, secondo l’accusa, senza rispettare le regole sullo smaltimento dei rifiuti.
Nove persone sono finite agli arresti domiciliari su richiesta del procuratore aggiunto di Palermo Salvatore De Luca e dei sostituti Claudia Bevilacqua e Calogero Ferrara. Le indagini della Polizia ferroviaria e del Corpo di polizia provinciale di Palermo sono iniziate nel 2010. Gli agenti si erano messi a caccia dei possibili ricettatori del rame rubato in grandi quantità in città e provincia. E così scoprirono che alla Fondi Metal confluiva gran parte del materiale raccolto dagli ambulanti tra i rifiuti o nelle discariche abusive.
Il prezioso metallo – non a caso soprannominato “oro rosso” – sfuggiva ad ogni regola sulla tracciabilità e veniva dirottato in due aziende campane. Il volume d’affari illecito era di tutto rispetto ed è stato stimato in due milioni di euro. In azienda, ora sotto sequestro ed affidata ad un amministratore giudiziario, erano tutti mobilitati: dal capo all’ultimo dei dipendenti.
Ecco l’elenco delle persone finite ai domiciliari: Baldassare Marino, 63, amministratore unico della Fondi-Metal srl di Carini, Francesco Paolo Marino, 34 anni (dipendente), Vincenzo Martines, 46 anni (ragioniere), Luigi Morici, 44 anni (dipendente), Vincenzo Marino, 60 anni (socio e dipendente), Domenico Mario Contrò, 60 anni (dipendente), Luigi Di Lorenzo, 60 anni, procuratore della Metal Group srl di Napoli, Antonio Vivacqua, 34 anni, già amministratore unico della F.V. Metalli di Milano, Francesco Alfarano, 49, amministratore unico della Faro srl e della Almet srl, entrambe con sedi in Campania.
“C’è da parte della Procura di Palermo una particolare attenzione al tema dei rifiuti, che in Sicilia costituisce un tasto dolente – ha spiegato il procuratore aggiunto di Palermo, Salvatore De Luca -. Lo smaltimento dei rifiuti è un affare lucroso, uno dei settori in cui si infiltra la criminalità organizzata, anche se in questa operazione non sono emersi elementi in tal senso. A breve a Palermo arriverà la commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti”.

