TRABIA (PALERMO) – Disperazione per aver perso il posto di lavoro. Sarebbe questo il movente che ha armato la mano di un ex operaio di una cava di Trabia, in provincia di Palermo, che oggi ha ucciso due persone. Il duplice omicidio è avvenuto in contrada Giardinello, tra Trabia e Termini Imerese. Sull’episodio indaga la polizia. La cava è in amministrazione giudiziaria perché sequestrata alla mafia. L’omicida è stato arrestato. E’ il quarantanovenne Francesco La Russa. Le vittime sono Gianluca Grimaldi, direttore della cava, 38 anni, e il capo cantiere Giovanni Sorce, 56 anni.
Dell prime ricostruzioni sembra che La Russa abbia perso il posto di lavoro. Giunto alla cava sarebbe nata una discussione con le due vittime. A quel punto La Russa avrebbe fatto fuoco. La cava, sequestrata alla mafia, è in amministrazione controllata su decisione del Tribunale di Palermo. Grimaldi era stato nominato dall’amministratore giudiziario.
Aggiornamento 15.50.
Il presunto omicida era in mobilità da sette mesi, percepiva uno stipendio decurtato e si sarebbe trovato in grave crisi economica. Francesco La Russa è sposato e ha tre figli.
Aggiornamento 16.55.
L’amministratore giudiziario, Gaetano Seminara Cappellano, assieme ai componenti dello staff incaricati dal Tribunale di Palermo di gestire la cava Giardinello, sequestrata qualche anno fa alla famiglia Buttitta, si sono recati nell’azienda, a Trabia, dove un ex dipendente, Francesco La Russa, ha sparato, uccidendo Gianluca Grimaldi, consulente per la sicurezza di 38 anni, e il direttore responsabile della cava, Giovanni Sorce, 59 anni. Dolore e sgomento – racconta l’ANSA – tra i componenti dello staff, da giorni sotto pressione per il clamore mediatico dell’inchiesta aperta dalla Procura di Caltanissetta che indaga sugli incarichi attribuiti dall’ex presidente della sezione misure di prevenzione Silvana Saguto, dimessasi dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia per corruzione, induzione e abuso d’ufficio. Sotto indagine anche altri magistrati e alcuni amministratori giudiziari, tra cui Cappellano Seminara che, appresa la notizia del duplice omicidio avrebbe avuto un lieve malore. Da giorni consulenti, coadiutori e consiglieri che operano con altre amministrazioni giudiziarie sono nel panico: il timore è che nel pieno delle indagini fughe di notizie, pubblicazioni di parcelle o incarichi ad amici e parenti, poi in alcuni casi smentiti, possano in qualche modo provocare reazioni inconsulte.

