Tragico scontro scooter-auto: muore un ragazzo di 20 anni

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Commenti

    Velocità elevate in qualunque ora del giorno (peggio di notte).
    Mezzi pesanti che transitano dai paesi limitrofi a velocità indegne.
    Assenza di dossi o rallentatori giusto nel tratto luogo del triste episodio, in una arteria da poco rifatta ed in parte messa in sicurezza tralasciandone la rimanente per cui in occasione del passaggio del Giro d’Italia fu rifatto il manto stradale.
    Marciapiedi realizzati nel nuovo tratto e dimenticati nel rimanente.
    Diversi progetti proprio per il punto di incrocio, dove doveva essere fatta, a dire di molti addetti, una grande rotonda.
    Autovetture ed automezzi pesanti parcheggiati ovunque senza il minimo rispetto del codice della strada.
    Tantissimi in giro senza assicurazione (basta guardare sul proprio smartphone una semplice applicazione).
    Carenza … o assenza di controlli ( ma questa è una carenza/assenza per ogni territorio).
    Raccolta di firme di cittadini stanchi di questa situazione e consegnata qualche giorno fa agli enti preposti.
    Come dire… un disastro ed una perdita annunciata.
    Che ci venga almeno risparmiata la solita ipocrisia.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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