Trantino: "Vi dico perché Razza è estraneo alle accuse" - Live Sicilia

Trantino: “Vi dico perché Razza è estraneo alle accuse”

Le intercettazioni, la strategia difensiva, le prossime mosse dell'ex assessore alla Salute Ruggero Razza, dopo l'indagine sui dati covid19.
L'INTERVISTA
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CATANIA – Nel palazzo secolare incastonato nel cuore del Corso Italia, l’avvocato Enrico Trantino, figlio d’arte, collega di studio e amico, da sempre, dell’ex assessore alla Salute Ruggero Razza, ha già pianificato, punto per punto, la strategia per “smontare le accuse basate su presupposti inesistenti della Procura di Trapani”.

Mentre il governo regionale vacilla all’Ars e le intercettazioni continuano a provocare l’onda lunga di un vero e proprio tsunami sulla maggioranza guidata da Nello Musumeci, l’avviso di indagine a Razza è stato “vivisezionato” legalmente. Ecco, punto per punto, tutte le domande a Enrico Trantino.

Partiamo dalle ipotesi di accusa, concorso in falso.

“Sono assolutamente inconsistenti, perché i magistrati di Trapani non si sono dati carico di verificare la premessa della loro ipotesi, cioè che i dati trasmessi dalla Regione Siciliana, su base giornaliera, incidessero sulla determinazione delle aree di rischio in fasce gialle arancioni e rosse. Per stabilire in quale fascia rientrare si tiene conto di complicati dati epidemiologici, riassunti nel decreto ministeriale 30 aprile 2020, raccolti grazie ai numeri caricati sulla piattaforma dell’istituto superiore della sanità dalle aziende sanitarie provinciali e che non potevano essere modificate dall’assessorato. E la valutazione si fa su base settimanale”.

Ma allora i dati ai quali si fa riferimento nell’intercettazione cosa riguardano?

“I dati che trasmette la Regione sono quelli inviati alla protezione civile esclusivamente a fini statistici, per formare, cioè, quella maschera che vediamo ogni sera diffusa ai giornali”.

Quindi c’era una contabilità parallela?

“Sì, che risente di comprensibili carenze organizzative. Non subito ci si accorge del decesso di un soggetto morto per covid”.

Andiamo all’intercettazione sullo “spalmiamoli”, riferita ai morti covid

“La dottoressa Di Liberti comunica all’assessore che erano giunti i dati gli ultimi 4 giorni, in totale 7 decessi per coronavirus. A quel punto, il paradosso è che se li avessero riportati tutti in un giorno sarebbe stato un atto falso perché non si trattava dei morti delle ultime 24 ore. L’assessore non ha detto di farli sparire, ma di spalmarli nei giorni successivi”.

E il termine “spalmare”?

“Nel nostro lessico viene indicato per indicare la distribuzione in più giorni. Chiaramente lo si fa perché se risultano 7 morti nelle ultime 24 ore si suscita allarme. Né si può dire alla Protezione Civile come mai non abbia mandato i dati prima”.

Anche sui ricoveri avveniva la stessa cosa? Razza disse: “Vediamo … semmai, stringiamo na picca … vediamo … va …”.

“Sì, succede dappertutto perché molte volte i dati arrivano in ritardo. La stessa Di Liberti sollecitava ogni provincia a caricare i dati più velocemente possibile. Quello che i magistrati non hanno mai specificato è che c’è una contabilità settimanale in cui tutto viene allineato”.

Quindi mettete in discussione i capi d’accusa?

“Non esistono questi capi d’accusa. Non si sono premurati di accertare neanche la premessa di quello che hanno detto e cioè che i dati incidessero sulla determinazione delle aree di rischio. Se la Regione è arancione o rossa dipende solo dai dati caricati sulla piattaforma dell’istituto superiore della sanità dalle strutture periferiche, cioè quelle provinciali, non dai dati dell’assessore”.

In una intercettazione la Di Liberti dice che ha trovato 140 morti “mai comunicati”

“Il numero dei morti è irrilevante nello stabilire la fascia di appartenenza della Regione. A livello statistico quei morti non erano stati comunicati”.

Di Liberti diceva a Razza: “Poi martedì… ti faccio vedere… sono tutti i positivi… da recuperare… poi li vediamo insieme va bene”. “Ma quanti sono?”, chiedeva l’assessore. “Assai”, era la riposta. A cosa si riferiva? Erano nuovi contagi?

“Non erano stati contabilizzati e bisognava fare un riallineamento, sempre a fini statistici”.

Altra intercettazione, si legge negli atti che Razza era “seccato” e avrebbe parlato del “fallimento della politica, non siamo stati in grado di tutelarci, i negozi che chiudono, se la possono prendere con noi, non siamo riusciti a fare i posti letto?”.

“Ruggero è una persona seria e non era mai contento, faceva pressioni sui dirigenti. Pretendeva sempre di più che si compensasse il divario determinato da anni di inattività, riuscendo a garantire le condizioni migliori per i siciliani. Da questo punto di vista cade il teorema dell’accusa. Penso che in un momento così drammatico, certe iniziative giudiziarie debbano essere soppesate e controllate con maggior rigore”.

In alcune intercettazioni si parla di “morti vecchi e mai comunicati”

“Esatto, “mai comunicati”. Affinché un soggetto fosse morto per covid, serviva la certificazione del medico legale. È chiaro che ci sono stati dei ritardi notevoli. Era una condizione italiana, europea e mondiale. Credo che neanche nel più virtuoso Land tedesco sia stato possibile allineare i dati secondo le cause dei decessi in tempo reale”.

Adesso cosa farete?

“Non abbiamo voluto rispondere ai magistrati di Trapani perché una volta che si sono spogliati del processo non capisco a che titolo lo avrebbero voluto sentire. Razza risponderà ai magistrati palermitani, che rappresentano l’unico organo preposto alla verifica delle ipotesi”

Le prossime mosse quali saranno?

“Probabilmente la presentazione di una memoria alla Procura di Palermo e la disponibilità a essere ascoltati. Ma rimarrà sempre una domanda. Nel momento in cui matura l’incompetenza della Procura di Trapani, perché continuano a procedere loro e non mandato tutto preventivamente a Palermo?”.

Come sta vivendo queste fasi l’ex assessore Razza?

“Comprensibilmente prostrato, stiamo parlando di un uomo, un ragazzo, che ha vissuto gli ultimi mesi della sua vita per consentire a questa Regione di vivere in una condizione quanto più serena possibile nonostante l’emergenza. Ricordo quello che è stato fatto per i vaccini e per organizzare ogni cosa, compresi i presìdi sanitari. Lo stesso generale Figliuolo si era complimentato pochi giorni fa”.

*Collaborazione di Riccardo Lo Verso


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