TRAPANI – Due aggressioni negli ultimi giorni nell’istituto penitenziario di Trapani. E’ quanto denuncia il Sappe. “La situazione nel carcere di Trapani è davvero allarmante. Le due aggressioni hanno visto per protagonisti altrettanti detenuti siciliani, di 21 e 35 anni, uno di Palermo e l’altro di Siracusa. Senza alcuna ragione, proditoriamente, prima uno ha spaccato una radio nella testa di un poliziotto mentre l’altro ha colpito a calci nello stomaco un altro agente – dice il segretario nazionale per la Sicilia del sindacato autonomo polizia penitenziaria Calogero Navarra – Una violenza folle ed inaccettabile, in un contesto di alta tensione (l’altro giorno i detenuti non sono voluti rientrare nelle celle, restandone fuori dalle 15 alle 18.30), in cui anche la mancanza di adeguati provvedimenti disciplinari e penali verso i detenuti che alterano l’ordine e la sicurezza interna, aggredendo e ferendo il personale di polizia penitenziaria, è un segnale estremamente negativo per la stessa tutela ed incolumità fisica degli agenti”. Per il sindacalista serve un cambio di rotta. “Abbiamo bisogno di personale, il rischio fa parte del nostro lavoro, ne siamo consapevoli, ma giocare al massacro con livelli di sicurezza che non permettono minimamente di tutelare l’incolumità dei lavoratori non è accettabile. Il Sappe, – conclude -, accusa ancora una volta l’amministrazione penitenziaria di scarsa attenzione sulla problematica dei detenuti stranieri che sta rendendo il lavoro della polizia penitenziaria sempre più difficile”.
La denuncia del sindacato di polizia penitenziaria
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