Trasporti, Campo (M5s): Ast fuori controllo, interrogazione all'Ars

Trasporti, Campo (M5s): Ast fuori controllo, intervenga la Regione

Stefania Campo
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La deputata regionale pentastellata ha presentato un'interrogazione

PALERMO – “Concorso per autisti revocato, personale interinale senza certezze, mezzi vecchi e insufficienti e ricorso a mezzi con autisti esterni. In una parola la gestione dell’AST è fallimentare, Schifani deve intervenire”. È la denuncia della deputata regionale di Ragusa del M5S, Stefania Campo che sulla vicenda ha presentato un’interrogazione parlamentare.

“La situazione dell’AST – dice – è ormai fuori controllo e rappresenta l’ennesima dimostrazione dell’incapacità gestionale e politica della Regione. Da un lato si revoca il concorso per 73 autisti, presentandolo come una scelta a tutela dei lavoratori; dall’altro si perdono settimane preziose senza offrire alcuna soluzione concreta e immediata per il futuro degli oltre 140 lavoratori interinali attualmente impiegati nell’azienda, molti dei quali rischiano di restare senza lavoro già nelle prossime settimane, alla scadenza dei contratti”.

“Siamo davanti a un paradosso inaccettabile – continua la deputata – si blocca una procedura senza avere pronta un’alternativa, lasciando centinaia di famiglie nell’incertezza più totale. Ma il quadro è ancora più grave. L’AST continua da anni a operare con un parco mezzi insufficiente e in gran parte obsoleto: autobus guasti, inefficienze diffuse e nuovi mezzi che non hanno risolto le criticità strutturali. Una condizione che compromette quotidianamente la qualità del servizio offerto ai cittadini siciliani”.

E mentre mancano autobus e si rischia di perdere autisti, l’azienda continua ad affidare quote sempre più rilevanti del servizio pubblico a ditte private, noleggiando mezzi e, in alcuni casi, anche autisti, con costi che arrivano fino a 290 euro al giorno per mezzo. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento che innesca forti preoccupazioni: mentre i dipendenti AST sono sottoposti a requisiti rigorosi – controlli sanitari, certificazioni e verifiche periodiche – non è chiaro se gli stessi standard vengano applicati anche al personale delle aziende private che svolgono il servizio in loro sostituzione. Una disparità che, se confermata, solleverebbe questioni gravi sul piano della sicurezza e dell’equità”.


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