PALERMO – L’anziana si è fidata di lui. Una fiducia ricambiata con un raggiro da 34.000 euro. A tanto ammonta la somma incassata da Salvatore Bellomonte, condannato ad un anno e otto mesi di carcere dal Tribunale presieduto da Nicola Aiello. L’imputato dovrà anche versare una provvisionale di 20 mila per risarcire il danno della parte civile, il cui ammontare complessivo sarà stabilito in sede civile.
Secondo l’accusa, che ha retto al vaglio del giudice, l’imputato avrebbe fatto credere alla donna di essere riuscito a farle concedere un mutuo, di avere chiuso per sempre le pendenze con Riscossione Sicilia e di avere vinto una controversia dinnanzi al giudice di pace. Un lavoro ben fatto, a detta dell’imputato, che è stato retribuito con 34 mila euro pagati con soldi in contanti assegni e bonifici.
Non solo, nel momento in cui la donna sollevò alcune perplessità sulla veridicità dell’esito della causa Bellomonte le avrebbe mostrato un foglio del giudice di pace con l’intestazione “Registrazione atti giudiziari”. Tutto falso, non c’era alcuna causa incardinata.

