CATANIA. Risulterebbe impossibile immaginare Catania senza la sua Santa Patrona, ma sarebbe altrettanto difficile immaginare un devoto di Sant’Agata senza indosso il tradizionale sacco. “U saccu”, per intenderci. Catania, infatti, durante le celebrazioni agatine si tinge di bianco. Una vera esplosione di devoti che con il loro tradizionale sacco bianco partecipano alla processione trainando il fercolo della “sant’aituzza” lungo le strade della città. E’ una tradizione ormai consolidatissima che non conosce distinzione di età o sesso: adulti, bambini e ragazzi tutti con indosso il sacco.
Le scuole di pensiero riguardo le origini del sacco sono più di una: qualcuno afferma che il sacco – oggi indossato dai devoti in occasione della festa – richiami la camicia da notte indossata dai catanesi nella notte del lontano agosto del 1126, durante la quale accorsero ad accogliere le reliquie di Sant’Agata riportate a Catania da Costantinopoli. Altri, invece, sostengono che si tratti di un saio penitenziale i cui colori bianco del sacco e nero del copricapo simboleggerebbero rispettivamente la purezza e l’umiltà dei devoti in segno di rispetto per la Santa. Ma qualsivoglia sia l’origine o la storia del sacco poco importa per il catanese dotato di un amore viscerale per la sua “piciridda” e impegnato a prodigarsi senza riserve per i festeggiamenti.
LiveSiciliaCatania ha fatto un giro per i negozi nel cuore della città per saperne di più e ha conosciuto Paola Cutuli, titolare di un’attività situata nella p.zza di San Placido, la quale spiega: “ Non è un tipo di commercio sul quale siamo soliti speculare. Il sacco costa relativamente poco, la spesa si aggira intorno ai 20/38 euro al massimo: il prezzo varia in base alle taglie. Ci guadagniamo pochi euro, è una comodità che offriamo più che altro ai catanesi in occasione della festa. Effettivamente – rispetto agli anni scorsi – quest’anno abbiamo registrato un lieve calo delle vendite, ma il catanese difficilmente rinuncia a venerare la propria Santa”.
Dunque, il sacco, la lunghissima processione urlando a squarciagola “cittadini W Sant’Agata”, le mostre, le iniziative, la preghiera: non si risparmiano i catanesi che amano venerare lo loro Santa Patrona senza rinunciare ad essere anche veri protagonisti.


