Mattia Del Zotto, il giovane di Nova Milanese (Monza), arrestato ieri sera con l’accusa del triplice omicidio dei nonni paterni e della zia e di tentato omicidio di altre 5 persone tra cui i nonni materni e un’altra zia avvelenandoli con il tallio, aveva come password del computer “gloriosoDIO”. Lo si legge nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere con cui il gip di Monza Federica Centonze ha accolto la richiesta del procuratore Luisa Zanetti. Il laptop è quello in cui è stato trovato il file relativo all’ordine di acquisto del solfato di tallio, in sei flaconi, “per un importo di 248,88 euro”.
“L’ho fatto per punire soggetti impuri e non voglio collaborare”, ha detto Mattia Del Zotto ai carabinieri, che lo hanno arrestato a casa sua a Nova Milanese. Poi ha detto: “Non saprete mai perché l’ho fatto”. Barba incolta, sguardo freddo e nessuna emozione nelle parole usate con i carabinieri. Quando gli hanno chiesto se avesse un avvocato di riferimento ha risposto seccamente: “Non ho bisogno di altre persone che parlino al posto mio. Scegliete dall’elenco del telefono la persona che più vi aggrada”.
La madre di Mattia ha messo a verbale: “Mio figlio (…) ci ha detto di non essere più cattolico, e che sta seguendo una religione che non ci ha dettagliato. La mia deduzione è che si tratti di una specie di setta. Questo nuovo stile di vita è ispirato (…), a suo dire e se non ricordo male, da un gruppo chiamato ‘Concilio Vaticano II'”.

