Uffici chiusi, locali deserti| Lo smart working uccide il centro

Uffici chiusi, locali deserti| Lo smart working uccide il centro

Commenti

    In compenso c’è anche chi esulta per la Ztl.

    Certo c’è chi chiede 28 euro solo per l’aperitivo (osyeria ballaro) e poi quella si lamenta dalla mattina alla sera che non ci va nessuno

    belli i tempi ca campavavu di politici e impiegati da regioni

    In questi anni siamo stati riferimento di palermitani e clienti da tutto il mondo.
    È facile pubblicare imprecisioni e cattiverie gratuite con pseudonimo.
    Quello che lei indica non è di certo un aperitivo ma una cena e chi l’ha provato ha lasciato solo commenti positivi nei vari canali. C’è qualità e qualità.
    Le auguro di poter raccogliere le soddisfazioni lavorative da me raccolte in questi anni.

    Tutti questi impiegati non solo sono dei privilegiati ma addirittura li lasciano fare ancora meno lavoro Da casa alla faccia di chi deve sudare per potere portare il pane a casa

    E’ la prova che non è che se si riapre tutto, tutti automaticamente tornano ad affollare locali e negozi.
    Per esempio si deve capire che a Palermo da giugno a settembre già normalmente erano pochissimi quelli che si andavano a chiudere in un bar o ristorante o pub o discoteca al chiuso…anche dopo la pandemia finitia, chi si andrà a chiudere in un locale chiuso? come hanno detto tutti gli architetti più importanti, da fuxa a boeri, va ripensata la vita sociale e culturale spostandola all’aperto per 6 mesi l’anno (in sicilia anche di più).

    In Sicilia dai primi di aprile a metà novembre si può stare all’aperto. Quindi bar, ristoranti, pub, discoteche, locali, organizzatori di presentazioni di libri, mostre, eventi e feste si attrezzino per ripensare all’aperto le loro attività, magari anche solo da maggio a ottobre.
    E’ inutile, a giugno, luglio, agosto, settembre nessuno metterà piede in locali al chiuso e magari con l’aria viziata dei condizionatori. La gente è spaventata, la gente sa che i flussi dell’aria condizionata spingono fino a 8 metri i dropplet del covid 19. La gente sa che a prescindere dal covid 19, i condizionatori e climatizzatori causano faringiti, riniti, influenze, bronchiti, polmoniti, tracheiti, otiti, reumatismi…. tutti malanni invernali che non dovrebbero esserci d’estate e se ci sono sono causati dai condizionatori, come sanno i medici. La gente vuole stare all’aperto.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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