Uil Sicilia, Lionti: "Porto qui la rabbia delle donne" - Live Sicilia

Uil Sicilia, Lionti: “Per le donne ancora figli e lavoro inconciliabili”

L'intervento della segretaria generale al congresso nazionale

“A questo congresso voglio portare il dolore, la frustrazione, la rabbia di tutte le donne siciliane che in piena pandemia si sono dovute sostituire a un welfare assente. Le prime a perdere il posto di lavoro in una Sicilia dove figli e lavoro continuano ad essere inconciliabili. Riconciliare vita e lavoro si può e si deve!”.

Questo è uno dei passaggi più significativi dell’intervento della segretaria generale della Uil Sicilia Luisella Lionti, stamattina a Bologna nella seconda giornata di congresso nazionale dell’organizzazione guidata da Pierpaolo Bombardieri. Dal podio dell’evento sindacale, Luisella Lionti ha parlato di Sanità in Sicilia: “Dobbiamo fare tesoro dell’esperienza Covid, non possiamo continuare a ignorare la drammatica situazione che vive il personale. È per questo che chiediamo con forza la riqualificazione, stabilizzazioni e assunzioni di nuovo personale. Noi, inoltre, rivendichiamo da sempre investimenti sulla medicina territoriale, coinvolgendo anche i medici di famiglia. È indispensabile un piano sanitario che tenga in considerazione l’età media della popolazione e, tra le altre, le esigenze di un milione di anziani”.
La segretaria regionale s’è lungamente soffermata sulle emergenze occupazionali: “Sono tante le persone che hanno perso il posto di lavoro. E questo avviene in una Sicilia dove ricollocarsi a 50 anni è impossibile, non da ora ma da sempre. La Uil contrasta lavoro nero e caporalato, i nuovi schiavi, gli invisibili. Non ci stancheremo mai di pretendere lavoro vero, di qualità, dignitoso, sicuro e soprattutto stabile che dia concretezza alla voglia di futuro dei nostri giovani. Partire deve essere una scelta, non l’unica alternativa!”.
“Non possiamo – ha aggiunto Luisella Lionti – parlare di sviluppo senza lavoro, e non possiamo parlare di lavoro senza investimenti. È da anni che non si investe sull’industria siciliana. Continuiamo ad assistere a un inaccettabile processo di desertificazione, sul modello di Termini Imerese. Per questo, difenderemo con forza le realtà produttive siciliane a cominciare dai petrolchimici di Priolo, Milazzo e Gela. Migliaia di lavoratori dal futuro incerto, in attesa di un confronto su progetti concreti di riconversione industriale. A proposito. Transizione energetica ed ecologica sono i due pilastri del Recovery Plan, ma il Piano di ripresa e resilienza ignora i nostri poli petrolchimici e le loro prospettive di riconversione. È assurdo. Non si tratta solo di salvare oltre 10 mila posti di lavoro, ma di affrontare seriamente il drammatico problema del fabbisogno energetico del Paese”.

La segretaria generale della Uil siciliana, che ha sottolineato con orgoglio come il “Sindacato delle Persone” goda di ottima salute nell’ Isola con l’aumento di iscritti, di rappresentanti Rsu e di attività negli uffici di servizio, s’è anche soffermata su luci e ombre della “Etna Valley” catanese: “Dopo il mancato investimento Intel, dovuto a colpe della Regione incapace di reperire le aree e puntualmente in ritardo sulle Zes, si vede ora una possibilità di rilancio grazie al progetto di StMicroelectronics, finanziato dal Pnrr che aumenterà gli occupati nel sito da 4600 a 5300. Una buona notizia ogni tanto ci vuole!”. Infine, l’appello “a rilanciare le attività produttive intervenendo con progetti di riqualificazione dei porti, mettendo a sistema gli aeroporti e in generale agendo finalmente sul nodo infrastrutturale. Che è un nodo dolente”.


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