(di Francesco La Licata - da La Stampa) Revisione del processo. E’ l’incubo che accompagna il diciassettesimo anniversario della strage di via D’Amelio, a Palermo. Per anni si è data per scontata una verità processuale (indennizzo consolatorio per familiari, amici delle vittime e società civile) consacrata nella condanna all’ergastolo di mafiosi piccoli e grandi, la «cupola» di Riina e i tanti gregari, indicati come organizzatori ed esecutori dell’attentato del 19 luglio 1992 che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e ai cinque agenti della scorta.
(di Francesco La Licata - da La Stampa) Revisione del processo. E’ l’incubo che accompagna il diciassettesimo anniversario della strage di via D’Amelio, a Palermo. Per anni si è data per scontata una verità processuale (indennizzo consolatorio per familiari, amici delle vittime e società civile) consacrata nella condanna all’ergastolo di mafiosi piccoli e grandi, la «cupola» di Riina e i tanti gregari, indicati come organizzatori ed esecutori dell’attentato del 19 luglio 1992 che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e ai cinque agenti della scorta.