PALERMO – Una carezza. Ma anche due “schiaffi”. Lucia Borsellino incassa all’Ars il sostegno dei manager delle aziende sanitarie (nominati dallo stesso assessore, è giusto ricordare), ma nel frattempo deve mandare giù altre due amarezze. Il nuovo intervento del ministro Beatrice Lorenzin suona come una “messa in mora” della Sanità siciliana, sul tema della gestione dei punti nascita. Una decisione, quella di stilare un elenco di sei punti che l’assessorato è tenuto a rispettare, che ricorda un passaggio molto duro del ministro in occasione del recente Question time alla Camera. Lì, Beatrice Lorenzin parlò della Sicilia come una Regione “sotto tutela” sul tema della Sanità. E l’atto di oggi, che a dire il vero non riguarda solo l’Isola, ma molte regioni italiane, conferma quel controllo strettissimo del governo Renzi sull’operato della Borsellino.
Il documento che il ministero della Salute ha inviato alla Regione Siciliana sui percorsi nascita, infatti, vale anche come diffida all’Ente, e in caso di mancata attuazione sarà nominato un commissario ad acta. Il ministero, secondo quanto si apprende, che confida nella piana applicazione del piano da parte della Regione, attuerà controlli e monitoraggi sull’attuazione dei sei punti contenuti nel documento, pronto a intervenire in caso di mancata esecuzione delle indicazioni date. Un “commissariamento ad acta” che, sebbene non sia ancora un commissariamento tout court della Sanità, suonerebbe come una ulteriore delegittimazione del governo regionale proprio sul tema, scottante in seguito alle recenti tragedie, della gestione della maternità. Insomma, il governo Renzi, nonostante il fastidio palesato dall’assessore Borsellino, non sembra per nulla intenzionato a “addolcire la pillola”. Sul tema caldo della Sanità, è guerra fredda.
Ma oltre al “conflitto politico” esterno, Lucia Borsellino in queste ore deve anche gestire i problemi interni. Quelli, cioè, legati al rapporto col presidente della Regione. L’ultima amarezza riguarda la designazione del nuovo presidente del cda dell’ospedale San Raffaele Giglio di Cefalù. La scelta di Giovanni Albano, radiologo vicino in passato all’ex presidente della Regione Totò Cuffaro e oggi

