Un altro barcone in avaria | "Aiuto, stiamo congelando"

Un altro barcone in avaria | “Aiuto, stiamo congelando”

Commenti

    Speriamo che il governo inverta la sua deriva razzista ed accolga tutti, lo ripeto tutti coloro che stanno attualmente in mare nel Mediterraneo o che sono in procinto di farlo partendo dalla Libia. Ricordo al triumvirato di governo che l’Italia è osservata speciale da parte delle Nazioni Unite, l’Unione Europea e l’Unione Africana che ha a cuore la sorte dei propri figli che non possono morire in mare solo perchè lo decide qualche ministro italiano. E se non bastasse ricordo che Papa Francesco e la Conferenza Episcopale Italiana già si sono espressi in termini molto negativi sull’atteggiamento di questo governo che non corrisponde affatto al sentimento comune di Accoglienza totale del popolo italiano.

    Dal momento che è impossibile accogliere tutti sia in Europa che, a maggior ragione, in Italia, occorre che sia attuato un serio blocco navale europeo, di stampo australiano, che rifocilli le persone IN MARE e le riporti nei porti africani. Solo così si eviteranno ulteriori partenze e ulteriori morti.

    innanzitutto sono persone che si mettono di proposito in difficoltà per essere portati in italio/europa, ma se proprio li volete, oppure vogliamo evitare i morti andiamo a prenderli direttamente con le navi nei loro porti cosi’ la finiamo con scafisti e con questa sceneggiata.

    Se i porti sono chiusi perchè partono? A rischio e pericolo loro….!! Dategli le coperte e riaccompagnateli da dove sono partiti.

    E’ finita la pacchia sinistroidi, dillo anche al tuo sindaco oltre agli elettori fedeli al tuo sindaco.

    I porti si chiudono per decreto, e non su Twitter (infatti non sono chiusi per niente, nonostante gli annunci). Riaccompagnarli da dove partono significa condannarli ad essere torturati e reclusi. Ma lo capite o no? Eppure non è difficile.

    Il popolo italiano al 65% e forse più sta col Governo.Il business è milionario e i trafficanti finchè avranno qualche spiraglio non si fermeranno.Bisogna usare la linea dura.Fare capire a quei poveracci che il loro viaggio per l’Europa è inutile,che nessuno è in grado di dare loro una sistemazione adeguata.Bisogna fare qualcosa e aiutarli a casa loro.

    Giacomo L. i porti sono chiusi in pratica considerando le Ong Ferme.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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