Un debito figlio di tanti governi | Come nasce il “buco” della Regione - Live Sicilia

Un debito figlio di tanti governi | Come nasce il “buco” della Regione

Tra mutui e anticipazioni l’indebitamento della Sicilia supera gli 8 miliardi. Di chi è la responsabilità?

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PALERMO – Un botta e risposta sui conti. Sull’eredità ricevuta e sulla zavorra ai piedi della Sicilia. Nei giorni scorsi ecco tornare lo spettro del default o quantomeno la concreta presenza di un mega indebitamento della Regione. Di chi è la responsabilità di questo peso? “Non voglio polemizzare – ha detto il neo governatore Musumeci – con il governo precedente. Lo dico con la sobrietà che un presidente deve avere. Ma va detto che la condizione delle finanze della Regione, con le partecipate quasi tutte in deficit, si presenta drammatica. Perciò urge un confronto sereno con il governo centrale”. Secondo il neo governatore il deficit di Palazzo d’Orleans “ammonta a cinque miliardi” ed “è fuor di dubbio che la crisi finanziaria condizionerà l’operato del governo almeno per i primi anni”. Da lì, le prime azioni, come la “missione” romana dell’assessore all’Economia Gaetano Armao.

Ma a stretto giro, ecco arrivare le precisazioni del predecessore, cioè Alessandro Baccei: “Mi aspetterei, conoscendo la serietà del presidente, informazioni più precise e puntuali e una maggiore competenza. Cinque miliardi di deficit, o 8 miliardi se consideriamo le anticipazioni di liquidità, comunque ereditati dai governi Lombardo e Cuffaro – afferma Baccei -. Sono tanti? Il numero in assoluto non è rappresentativo di nulla, come ben chiariscono le agenzie di rating”.

Insomma, Musumeci fa riferimento al governo precedente, Baccei ai governi di Cuffaro e Lombardo. Dove sta la verità? Come accade spesso, nel mezzo. E per trovare una rappresentazione imparziale del reale andamento del deficit della Sicilia, si può far riferimento all’atto più “ufficiale” che esista sui conti regionali: il giudizio di parifica, sul rendiconto dell’ultimo esercizio finanziario.

Da quelle pagine, al di là delle parole di Baccei, non viene fuori un bel quadro. Anzi. “Al 31 dicembre 2016 – si legge nella relazione delle Sezioni riunite presiedute da Maurizio Graffeo – il debito di finanziamento residuo della Regione ammonta complessivamente a 8.035 milioni di euro”. Più di otto miliardi, quindi, e un trend preoccupante, visto che la Corte parla di “un incremento rispetto all’inizio del quinquennio del 41,4 per cento”. Con Crocetta, quindi, il debito è cresciuto di quasi la metà rispetto al debito lasciato dai suoi predecessori. “Una notevole anticipazione di liquidità tra il 2014 e 2015 (2 miliardi e 667 milioni di euro, per un residuo al 2016 di 2 miliardi e 567 milioni di euro) – ha ammonito nel corso della sua requisitoria il Procuratore generale d’appello Pino Zingale – influisce pesantemente sul servizio di debito e, quindi, sulla capacità di spesa futura della Regione: tale liquidità – prosegue il Procuratore – pur non essendo tecnicamente considerata come indebitamento, composta comunque l’assunzione di obblighi da parte della Regione”. Gli effetti sulle future generazioni, insomma, di cui parlava anche Graffeo: “La restituzione, – prosegue Zingale – gravata naturalmente da interessi, peserà sulle già esangui casse della Regione Siciliana per un trentennio e cioè sino al 2044-2045”. Le anticipazioni di cassa, insomma, che si aggiungono ai mutui già esistenti, hanno appesantito l’indebitamento della Regione.

Che però, come detto, non nasce certamente con Rosario Crocetta. Ma è il figlio anche dei governi precedenti, in particolare quelli di Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo. Affrontando il tema dei mutui e dei finanziamenti della Regione, i giudici contabili annotano che “la loro consistenza finale era di 5.816 milioni di euro nel 2011 e, poi, di 5.934 milioni nel 2012”. Eccolo il debito lasciato nelle mani di Crocetta: poco meno di sei miliardi di euro. E gli assessori all’Economia di quei governi che contribuirono, ognuno per la propria ‘quota’ a creare quel debito, non possono certamente essere considerati, in molti casi, estranei ai partiti su cui poggia il governo Musumeci: dal ‘neoleghista’ Alessandro Pagano che fu assessore al Bilancio di Cuffaro a Roberto Di Mauro, nel listino dello stesso Musumeci alle ultime elezioni, che ebbe quella delega da Raffaele Lombardo, prima che questa passasse proprio a Gaetano Armao, che oggi torna sempre nelle vesti di assessore all’Economia nel governo di centrodestra.

E il “peso” di quei governi va cercato anche altrove. Nella vicenda, cioè, relativa ai cosiddetti “derivati” accesi dalla Regione nel 2005, quando a governare era Totò Cuffaro. Contratti che diedero dei risultati positivi per un paio di anni, ma che dal 2008 in poi hanno solo creato dei passivi per le casse pubbliche, quantificati in quasi 160 milioni di euro. Il “debito” miliardario della Regione, insomma, ha tanti padri.

La precisazione di Baccei

“Le anticipazioni ex dl 35/2013 trasformano debiti commerciali (quindi debiti di breve termine) in debiti a lungo termine. Non sono quindi nuovo indebitamento ma ristrutturazione di debito esistente, che ha permesso di pagare i fornitori (in primis della sanità e degli enti locali) e risparmiare circa 20 milioni anno di interessi”. Lo dichiara l’ex assessore regionale all’Economia Alessandro Baccei.


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Commenti

    Buongiorno! Abbiamo votato più di un mese fa. Passerà il Santo Natale e anche il Felice Capodanno…e il Florido anno nuovo…poi sarà la volta della Befana…e ancora Carnevale e la Santa Pasqua…e poi il meritato riposo di Ferragosto…. BASTA CON LE DICHIARAZIONI E LE SFILATE ISTITUZIONALI!!! BASTA!!!! Un mese sono 30 giorni = 24 ore x30= 720 ore durante le quali una donna, un uomo, una madre, un padre, una giovane e un giovane vivono l’ansia del giornalero e del futuro. DATEVI UNA MOSSA! Egregio Sig. Presidente non parli più e faccia solo e soltanto fatti! Per favore, agisca da buon padre di famiglia non raccontando come al pari di qualche predecessore soltanto guai, ma porti speranza e un piatto in tavola a chi spera in Lei e nella Sua articolata Giunta! SERENO LAVORO! Pace!

    Secondo me il debituccio e’ stato creato tutto dal M5S cosa c’entrino Lombardo, Cuffaro, Pagano , Di Mauro, Armao, Crocetta , Baccei e compagnia bella e’ solo fantasia giornalistica e poi tutti costoro non si sono definitivamente ritirati dalla politica e poi tutti quelli con Musumeci sono solo esclusivamente casi di omonimia.

    giusto dopo il detto governo ladro adesso siamo a colpa del m5s. gustoso da ridere per non piangere.

    Responsabilità di siciliani e governi nazionali che hanno alimentato questa follia pur di incassare consensi facili

    Scusi lei ha mai sentito parlare dell’arte dell’ironia?

    L’articolo è corretto e quasi veritiero. E corretto quando afferma che il debito attuale ( cioè circa 8 miliardi) è frutto degli ultimi governi regionali ( Cuffaro, Lombardo e Crocetta). E quasi veritiero quando fa capire che prima di Cuffaro i bilanci erano in regola, purtroppo non era così. Certo lascia un pò perplessi il fatto che il “nuovo” assessore all’ economia è Gaetano Armao, persona certamente competente ma anche uno dei responsabili di tale debito. Infatti è stato assessore al bilancio con i governi Lombardo.

    Fino a quando la Regione eserciterà nell’isola quasi tutte le funzioni statali ma riscuoterà meno della metà delle entrate fiscali che lo Statuto le assegna per espletare quelle funzioni, lo scenario non potrà che essere questo. Anche con il governo più virtuoso la Sicilia rimarrebbe sempre in estrema difficoltà finanziaria.
    Ovviamente con Crocetta e Baccei, che hanno disapplicato ulteriormente quel poco di autonomia finanziaria che rimaneva e regalato le tasse dei Siciliani a Roma, è normale che la situazione sia precipitata.

    come mai in sicilia non è in uso il mantra nazionale ” è colpa della Raggi”!!!!!!

    Se il governo Crocetta ha raddoppiato il debito, dove sono finiti tutti i sacrifici economici a cui è stato sottoposto il popolo siciliano?

    La solita storia! Si mettono le mani avanti per giustificare in anticipo il non rispetto delle promesse elettorali.
    Siete stati eletti perché quelli prima di voi hanno governato male? Pensate a lavorare e a parlare meno.

    E quindi? A quanto ammontava il deficit regionale lo sapevamo già. Non la prenda come una critica personale ma adesso vogliamo leggere di proposte corredate da azioni. Chi è stato è ancora seduto tra chi deve correre ai ripari. Quindi, dottor Sabella, usate LiveSicilia come pungolo per far muovere questo governo così fortemente voluto. Le professionalità e le competenze sbandierate in campagna elettorale non mancano. Basta chiacchiere, siamo a zero, o si fa sul serio a si va a casa. Buongiorno e buon lavoro a tutti.

    Occorre dire le cose come stanno: il debito nel 2008 era di 4,080 miliardi. Nei cinque anni di Lombardo ( i cinque anni peggiori di crisi economica mondiale dal dopoguerra ad oggi) il debito è arrivato 5,9 miliardi (cresciuto di 1,8 miliardi) mentre nei cinque anni crocettiani è arrivato a 8,1 miliardi ( cresciuto di 2,2 miliardi). Questa è la verità. Da questo dopo possono essere fatte tutte le analisi del caso ma questo è il dato di partenza. A mio avviso Lombardo ha fatto un’operazione da gigante perchè ha ridotto la spesa corrente del 20%, rimesso in equilibrio i conti della sanità (circa il 50% del bilancio della regione) e aumentato il debito in modo ridotto in un periodo di crisi così difficile. Andare a capire perchè il governo Baccei in cinque anni di ripresa economica abbia aumentato il debito della regione è a mio modo di vedere, un mistero…

    L’assessore all’economia del 2008 doveva ben sapere che i derivati potevano essere estinti ricorrendo ad altre forme di indebitamento meno onerose. Ma la Regione siciliana è ricca e prospserosa con chi sa lei.

    Basta togliere per qualche anno le spese di fiere sagre e sponsorizzazioni varie, rinnovo arredi e qualche taglio di indennità. Risultato ? Si potrebbero estinguer i mutui….
    La matematica non è un opinione…

    Sono tutti ancora li, le chiacchiere stanno a zero,Musumeci c’era nella legisltura appena finita,far finta di cadere dal pero non gli fa onore.E’ un ex come tutti gli altri

    Ma se ha creato un debito con Lombardo da 5,9 miliardi, di quale competenza parliamo? Armao non è buono e lo ha già dimostrato.

    .. e visti i “numeri” lo stipendio massimo di tutti i dipendenti della regione ed enti sottoposti a tutela e controllo a non più di 100mila euro lordi all’anno almeno fino a quando non si ripiana il debito procurato ai cittadini siciliani causa di disoccupazione e sottosviluppo.

    Attenti che oltre ai mutui, nel bilancio della Regione gravano stipendi e pensioni dei dipendenti (compresi i ricconi dell’Ars). Dei due non so cosa sia più sostenibile.

    CONCORDO
    avere pensioni di reversibilità di 15/20 euro all’anno è immorale……..

    Purtroppo il nuovo governo sta mettendo le mani avanti…..le anticipazioni di liquidità ex di 35/13 di cui l” ultima del 2015 di euro 1.776.000.000 sono servite per pagare i debiti di fornitura della sanità..e sapete perché? Perché la Regione non trasferiva alla sanità gran parte del FSR FONDO SANITARIO REGIONALE costringendo le Az.Sanitarie ad utilizzare le anticipazioni bancarie ( con esborso di notevoli oneri finanziari) . E perché la Regione non trasferiva i soldi alla sanità? Per pagare le spese correnti della gestione ed in particolare gli stipendi e non solo!! Inoltre autorizzava nuove spese finanziate da residui attivi non incassabili o non più esistenti!! Il vero buco c’era ed era di oltre 1.500.000.00 euro ed era un deficit strutturale. Nel 2016 il 20 giugno credo il Tavolo Stati Regione ha riconosciuto alla Regione Siciliana circa 1.700.00.000 di entrate strutturali in più permettendo di chiudere i bilanci….l’indebitamento di cura 5.000.000.000 e conseguente al risanamento della sanità e gli ulteriori 3.000.000.000 di euro conseguenti agli sprechi e spese assurde correnti della Regione che si coprivano a spese della sanità…e’ ovvio che le colpe le hanno tutti i governi degli ultimi 10 ed oltre anni…ed il nuovo non sarà da meno!!

    a che cosa serve dilungarsi in analisi, approfondimenti e valutazioni sulla situazione economica della Sicilia?
    occorre rimboccarsi le maniche e la adozione tempestiva di misure volte a sostenere lo sviluppo della Sicilia con il potenziamento della agricoltura, delle tecnologie alimentari, del settore ittico e lattiero-caseario, del turismo edilizio con il recupero del patrimonio abitativo dei paesini suggestivi del nostro territorio, con trattamenti innovativi dei rifiuti vantaggiosi dal punto di vista economico.
    Che si aspetta?

    quelle iniziative sono troppe ma sono uno sputo nel mare dei debiti, imparagonabile.

    normale,esistono più “dirigenti” che impiegati alla regione,cominciate ad eliminare tutti i dirigenti e i vari enti inutili,che qualche soldo comincerà ad entrare.

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