Un emendamento salva-Orlando |ma la legge è a rischio impugnativa - Live Sicilia

Un emendamento salva-Orlando |ma la legge è a rischio impugnativa

La proposta di modifica del capogruppo Pd.  Lemendamento prevede che, in prima applicazione della legge, non si applichi il limite che impedisce a chi ha meno di 18 mesi di mandato residuo nella propria amministrazione, di candidarsi alla carica di Sindaco Metropolitano o presidente di un Libero Consorzio”

La proposta di Cracolici
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PALERMO – “Ieri ho presentato un emendamento alla manovra di assestamento che riguarda la legge sui Liberi Consorzi di Comuni e Città Metropolitane: l’emendamento prevede che, in prima applicazione della legge, non si applichi il limite che impedisce a chi ha meno di 18 mesi di mandato residuo nella propria amministrazione, di candidarsi alla carica di Sindaco Metropolitano o presidente di un Libero Consorzio”. Lo dice Antonello Cracolici, presidente della commissione Affari istituzionali all’Ars. In base alla norma per come approvata dall’Ars, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando non potrebbe candidarsi alla guida della Città metropolitana di Palermo alle elezioni di fine novembre. Circostanza che ha suscitato proteste per la scelta della data delle elezioni.

Intanto, però sulla legge di riforma grava il rischio di un’impugnativa da parte del governo nazionale, come hanno riportato oggi i quotidiani. “Da Statuto speciale a sorvegliato speciale”, così commenta la vicenda il deputato Francesco Cappello. “Quello che non riescono a bloccare in Sicilia, perché costretti a votarlo obtorto collo in parlamento, provano a bloccarlo a Roma. Non condividevano la legge sugli appalti e l’hanno fatta impugnare dallo Stato. Non condividevano che popolazioni come quelle di Gela, Niscemi e Piazza Armerina potessero emanciparsi dai territori di appartenenza ed allora, adesso, minacciano di impugnare la legge sui liberi consorzi da parte dello Stato. I partiti siciliani sudditi di Roma se ne lavano le mani ed invece di accettare la volontà popolare lasciano fare il lavoro sporco allo Stato. Così alla fine potranno dire ai siciliani che qualcun altro ha deciso per loro. E che loro ci avevano provato. Senza nemmeno rendersi conto che grazie a loro siamo passati dallo Statuto speciale a sorvegliati speciali”.

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