"Un parco pubblico al posto del cemento". L'assemblea per il waterfrontt

“Un parco al posto del cemento”|L’assemblea per salvare il waterfront

Una partecipata iniziativa per impedire che venga costruita la Cittadella della giustizia.
VIALE AFRICA
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CATANIA – Il sogno di un parco vista mare al posto del cemento. Una richiesta, trasversale e partecipata, da recapitare al Ministero per fare sì che l’occasione di aprire lo sguardo al mare dalla città possa diventare reale. Ieri pomeriggio, di fronte l’ex Palazzo delle Poste che dovrebbe diventare la nuova Cittadella giudiziaria di Catania. erano tantissime le persone, esponenti di associazioni, gruppi politici e non, a chiedere di non cementificare il fronte mare.

Una “chiamata” a tutta la popolazione. per chiedere che “al posto del palazzo delle poste di viale Africa che per decenni ha oscurato il mare” venga realizzato “un parco, verde, bello, fruibile a tutti, non un accessorio di qualche ufficio ma un vero e proprio parco urbano, con vista eccezionale sul golfo di Catania – scrive Matteo Iannitti di Catania bene Comune. Lo sappiamo, è complicato. Quel palazzo delle poste è stato demolito proprio per fare spazio a nuovi uffici giudiziari, non per fare un parco. Sappiamo pure che quegli uffici giudiziari servono, che non si possono più gettare i soldi in affitti assurdi, che sarebbe più efficiente concentrare gli uffici in un unico posto.

Ma sappiamo con certezza – prosegue – che quello non è il posto adatto. Sappiamo pure che investire soldi pubblici, perché sono tutti soldi pubblici, soldi nostri, per realizzare un palazzone di uffici davanti al mare, senza aver consultato la città, senza aver interpellato nemmeno il consiglio comunale, non è giusto, non è corretto, probabilmente non è neanche legale.Allora uniamoci, per una buona volta. Tutti. L’appello è rivolto soprattutto ai giudici, agli avvocati, ai funzionari degli uffici giudiziari, a tutti i lavoratori che dovranno frequentare quegli uffici” – continua.

Tra i presenti, anche gli esponenti del Movimento 5 Stelle che, sin dall’inizio, avevano sollevato dubbi sulla realizzazione del nuovo edificio. Il gruppo consiliare ha presentato infatti, primo firmatario Graziano Bonaccorsi, un’interrogazione al sindaco e alla giunta, chiedendo chiarezza su alcuni aspetti della “valorizzazione” dell’area”.

“Ribadiamo la necessità – spiega il consigliere Bonaccorsi – che decisioni come queste debbano essere avallate dal Consiglio comunale. Questo non è avvenuto. In una scelta di tale portata – incalza – non sono stati coinvolti né i cittadini né i loro rappresentanti”.

Catania è una meravigliosa città di mare, che curiosamente tende a nascondere il mare ai suoi abitanti, oltre che ai turisti – commenta l’eurodeputato Dino Giarrusso. La fine del palazzo delle poste è l’occasione per realizzare un parco pubblico, e sottolineo pubblico, che renda una bellissima porzione di costa pienamente fruibile a tutti i catanesi e ai tantissimi turisti che vengono ogni anno qui a passare le loro vacanze. Sono molto soddisfatto di questa manifestazione, alla quale ero presente in spirito mentre presenti in carne ed ossa erano molti miei colleghi che ringrazio, e tantissimi attivisti e cittadini che come noi tengono tanto a restituire il mare alla città. Ringrazio più di tutti i nostri guerrieri in consiglio comunale e i meetup che hanno contribuito a proporre un progetto alternativo per un waterfront fruibile, ed assicuro che faremo di tutto, nelle piazze e nelle istituzioni, perché non si consumi l’ennesimo scippo ai danni dei catanesi”.

Stessa opinione da parte della consigliera comunale Lidia Adorno.”Occorre restituire il mare ai cittadini catanesi nella sua integrale bellezza – dice. Siamo contrari a nuove colate di cemento che separino la città dal mare. Un parco urbano con viali alberati, bambinopoli e palestre a cielo aperto, al posto della nuova Cittadella Giudiziaria, è stato l’odg che avevo presentato come prima firmataria insieme a tutto il gruppo del M5S in Consiglio Comunale. E oggi, vedere che questa nostra proposta è diventata una manifestazione d’intenti abbracciata da altre forze politiche e da tanta parte della società civile, non fa che rafforzare la nostra idea”.

Da Palermo interviene anche la deputata pentastellata, Josè Marano. che ha inviato un messaggio ai partecipanti dell’assemblea pubblica promossa da diverse sigle sul caso della nuova costruzione che sorgerà dalle ceneri dell’ex palazzo delle poste di  Catania lungo il viale Africa e che dovrebbe essere sede di uffici giudiziari. “Impegni d’aula a Palermo – afferma Marano – mi hanno impedito di essere fisicamente a Catania ma  sono vicina ai nostri consiglieri comunali, agli attivisti del Movimento Cinque Stelle e a tutte le sigle e ai cittadini che stanno manifestando per tutelare l’ambiente e per chiedere una città con una edilizia sostenibile. Nel caso della nuova costruzione che dovrebbe ospitare gli uffici giudiziari si tratta di una nuova e ulteriore colata di cemento a due passi dal mare. Una scelta che appare in contrasto con la valorizzazione del turismo e del paesaggio. Catania dovrebbe tutelare il proprio waterfront e non permettere di riversare cemento su cemento. Serve partecipazione e serve allargare le scelte all’intera città che, di sicuro, rivuole il suo affaccio sul mare e un’edilizia ecosostenibile. Per questa ragione – conclude la deputata – invito il governo regionale a rivedere le scelte urbanistiche e progettuali e a individuare diverse soluzioni per tutelare l’ambiente e, al contempo, dare sedi dignitose, confortevoli e sicure agli uffici giudiziari”.

Così come la deputata Gianina Ciancio. “Fin da subito – afferma Ciancio – la questione del palazzo delle poste ci è sembrata un’occasione persa per recuperare il rapporto della città col mare. Non bastava la playa, quasi interamente recintata, non bastava il porto inaccessibile a pedoni e ciclisti. Anche lì dove si è finalmente liberata una porzione importante di waterfront, si è optato per una nuova cementificazione”.

“Sia chiaro – conclude Ciancio – non siamo contro la realizzazione della cittadella giudiziaria, ma contro la sua allocazione in quell’area, visto che di luoghi alternativi ne abbiamo individuati diversi e altrettanto validi. Se solo ci fosse la volontà di valutare altre proposte, rispondendo alla legittima e sempre più consapevole richiesta di spazi verdi in centro città, saremmo felici di dare il nostro contributo”.


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