Antonella, parole contro il dolore | "Così i libri possono salvarci"

Antonella, parole contro il dolore | “Così i libri possono salvarci”

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La disabilità. Villla Delle Ginestre. L'armadietto vuoto. L'impegno di Antonella Folgheretti.

PALERMO– Abbiamo tutti la memoria di un libro che ci ha salvato. Eravamo immersi nell’acquitrino di una paludosa depressione, a contatto con la nostra più intima fragilità. Una pagina ci ha preso al volo. Abbiamo tutti il ricordo di un libro che ha il nome stesso della felicità. Eravamo allo zenit della gioia, adolescenti friabili, luminosi e innamorati per le vie segrete di una città. Il verso di un poeta ci faceva compagnia.

Questa è la storia di Antonella e di un libro che si è moltiplicato, come per miracolo. Antonella Folgheretti è una giornalista, ma anche una scrittrice. Le sue narrazioni ti crescono dentro col passare dei giorni. Lei coltiva un bellissimo sogno: portare una marea di libri, una biblioteca intera, nel cuore di Villa Delle Ginestre, il centro palermitano di alta specializzazione per la riabilitazione dei medullolesi e dei neurolesi. Da cosa nasce cosa, da pagina nasce pagina. Un appello su facebook e quella visione sta assumendo, poco a poco, la consistenza della realtà.

Antonella racconta: “L’idea l’ho avuta qualche settimana fa, mentre facevo riabilitazione neurologica. Di solito, uno guarda il muro, oppure chiacchiera col fisioterapista, col vicino di lettino. Accanto c’era quell’armadietto semivuoto con la scritta ‘biblioteca’, e l’ho trovato insieme sublime e triste. Allora mi sono detta: perché non possiamo avere dei libri, qui?”. Già, perché? I libri servono nei luoghi della fatica. Forse non spianano del tutto le salite, ma accompagnano e prolungano il respiro corto.

“Non siamo solo carne da riabilitare, siamo persone, che rischiano di rimanere troppo concentrate sui loro problemi. Allora – continua Antonella – abbiamo lanciato una sottoscrizione sui social con l’associazione di cui sono vicepresidente, ‘Sotto lo stesso sole’, impegnata in un viaggio sulla diversabilita’, e le donazioni piovono come una benedizione”. Ha donato la Rai. Hanno donato case editrici come ‘Navarra’, ‘Istituto poligrafico europeo’, ‘Il Palindromo’ e altre. Hanno donato le persone. Hanno donato tutti coloro che hanno letto e approvato.

Così, il numero dei volumi nell’armadietto, non più desolato, aumenta vertiginosamente.  Antonella ha scritto su Facebook: “Cresce, come un bambino amato. Cresce, grazie a voi. Un pacco è giunto da Torino, un altro da Catania. Cresce, e spunta l’addetto alla registrazione dei prestiti. Piccoli passi, ma determinati, per un obiettivo da raggiungere; arrendersi, mai”.

Nessuna resa. “Sai – procede il racconto – grazie alla lettura si superano piccoli impegni e monumentali sfide. Anch’io ho scavalcato ostacoli che sembravano insormontabili, sostenuta dalle parole dei libri. Ci ho fatto persino riabilitazione cognitiva, con i libri. Non sempre, quando affronti qualcosa di pesante, ci sono persone con cui parlare. Esistono fragilità di comunicazione. Ma si cerca di superarle, a tutti i livelli. Per esempio, stiamo cercando volumi in inglese e francese per qualche ospite straniero di Villa Delle Ginestre, servono pure libri con molte immagini per persone con difficoltà cognitive”.

Sboccia un sorriso: “La gente ha paura della disabilità altrui, non sa che dire e nemmeno che fare. Spesso si passa dalla compassione all’indifferenza, proprio per le difficoltà di approccio. E invece dovremmo ricordarci che siamo tutti portatori, perfino sani, di diversità. Tutti abbiamo una falla, un aspetto che non funziona, un dolore che paralizza”.

Ma tutti, per fortuna, possiamo avere, oltre al peso, uno sguardo sui fiori che adornano il cammino, occhi che conserviamo in un posto caro e distante, ombre che tornano per consegnare un telegramma dimenticato dalla vita che significa rinascita. Tutti abbiamo, nella memoria e nei ricordi, un libro che ci ama. Il libro, quel libro, che amiamo.

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