Una targa e un albero in memoria del piccolo Giuseppe Di Matteo

Una targa e un albero in memoria del piccolo Giuseppe Di Matteo

Iniziativa Assostampa Sicilia e Anm ricordano caduti mafia

PALERMO – Una targa dedicata alla memoria del piccolo Giuseppe Di Matteo e una che ricorda il sacrificio del beato Pino Puglisi, entrambi uccisi dalla mafia, con la piantumazione di due alberi di limone. Ed ancora, la scopertura di tre nuove targhe sostituite con quelle vecchie che commemorano i giornalisti Giovanni Spampinato, cronista de “L’Ora” ucciso dalla mafia 51 anni fa, Mauro De Mauro e Mauro Rostagno rispettivamente nel 53esimo e 35esimo anniversario della morte.

Nuovo appuntamento, in mattinata, al Giardino della memoria di Ciaculli, il bene confiscato alla mafia, gestito da Assostampa Sicilia e Anm Palermo, che assieme al Gruppi cronisti e all’Unione giornalisti pensionati siciliani e in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti di Sicilia hanno voluto organizzare una giornata di ricordo, presenti gli studenti degli istituti comprensivi Sperone-Pertini, Franchetti e del liceo Danilo Dolci di Palermo.

Tra gli intervenuti: Clelia Maltese, presidente della sezione Anm di Palermo, il segretario regionale Assostampa Sicilia Giuseppe Rizzuto ed il vicesegretario Roberto Leone, l’assessore comunale alla cultura Giampiero Cannella Roberto Leone, il segretario provinciale Assostampa Palermo Gianluca Caltanissetta, Gaetano Perricone per il Gruppo giornalisti pensionati, la segretaria regionale del Gruppo cronisti siciliani Claudia Brunetto, il presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti Roberto Gueli, il consigliere regionale dell’Ordine dei giornalisti Franco Nicastro, il giornalista Rino Giacalone, lo psicologo e scrittore Martino Lo Cascio, autore de “Il giardino della memoria. I 779 giorni del sequestro Di Matteo”. In collegamento telefonico anche Alberto Spampinato, giornalista, scrittore e presidente di “Ossigeno per l’informazione”, fratello di Giovanni Spampinato. Il prefetto Maria Grazia Cucinotta e l’arcivescovo Corrado Lorefice hanno inviato due messaggi per testimoniare la loro partecipazione all’iniziativa.

“Gli studenti – dice Rizzuto – hanno ascoltato con attenzione e partecipazione queste cinque storie drammatiche ma straordinarie. La prossima sfida, adesso, è rendere questo giardino, un luogo in cui si coltiva e si rinnova la memoria, un posto più ospitale. Occorre un intervento del Comune per installare un contatore e portare l’acqua, indispensabile per innaffiare gli alberi presenti, ed un bagno chimico. Il nostro sogno – aggiunge – è quello di aprire sempre di più questo luogo alla città, e soprattutto ai ragazzi. Per questo lanciamo un appello alle istituzioni e alle aziende che possono dare un contributo alla promozione della legalità”.

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