CATANIA – Società storica catanese: uno scrigno pieno di tesori. Cinquantamila libri che trattano argomenti riguardanti la Sicilia e Catania, collezioni di calendari di tutti i generi, da quelli dei Carabinieri a quelli con le “donnine” nude, dai primi del novecento al duemila, decine di modelli, di tutte le epoche, di macchine da scrivere e ancora telefoni, centinaia, posaceneri, bronzi e documenti, tutti autentici e anche divise storiche della grande guerra, elmetti, spade, cartine e ricostruzioni di Catania che vanno dai primi dell’ottocento all’inizio degli anni duemila. Questo e molto altro si trova in via Etnea 248 a palazzo Nicotra sede, dalla seconda metà del novecento, della Società Storica Catanese.
Il presidente è Alfio D’Agata quarantaduenne catanese e direttore della fotografia a Roma quarantaquattro film al suo attivo con Pieraccioni, Roberto Faenza e Grimaldi per citarne solo alcuni. “La società storica Catanese viene fondata nel 1955 da sette uomini di cultura e di pensiero, conta più di cinquantamila pubblicazioni di vari argomenti, ma tutti con un unico comune denominatore la Sicilia e Catania, la storia del capoluogo Etneo”, racconta. “La società si fondava sulla salvaguardia e la conservazione della memoria storica, poi da Catania si allarga alla storia della Sicilia, poi al Regno delle due Sicilie, diciamo che chi entra qua si ritrova un pezzo della storia d’Italia se non d’Europa”, prosegue D’Agata. “E ancora quadri e sculture, busti e ritratti, le opere in bronzo di Zagarella lo scultore autodidatta Catanese , un genio, e ancora una collezione di cartoline esattamente circa cinquemila, calendari da quelli dei barbieri a quelli con le donnine nude dei primi del novecento e quelli dei Carabinieri, il principio della conservazione della memoria, l’altro giorno è venuto un bimbo di sette anni, figlio di una nostra socia, si è fermato a guardare, scrutare, le macchine da scrivere”. “Chiaramente, ma non tanto, la nostra attività è autofinanziata non riceviamo nessun contributo pubblico”. La curatrice della casa museo è la trentaduenne Catanese Anna Scordio, scenografa anche lei sui set di diversi film e cortometraggi. “Incontro Alfio sul set di un film che giravamo a Catania, mi parla di questo posto, della quantità di documentazione, di libri, di tutto poi andiamo a vederlo e da lì la decisione di recuperare tutto e renderlo fruibile, ho collaborato subito per raccogliere tutto quello che di magnifico c’era in queste stanze, facendo leva sui miei studi accademici per l’allestimento degli spazi espositivi e abbiamo creato dei percorsi tematici tra le diverse stanze”, racconta Scordio.
“In tre anni siamo riusciti a fare quello che ora si vede, il visitatore attraversando gli ambienti riesce a calarsi in una full immersion nella storia Siciliana e Catanese un lavoro enorme, la catalogazione e la sistemazione di tutti gli oggetti, i libri, le divise, le spade, i cimeli della guerra, le foto, le lettere e poi quello che mi ha colpito di più la collezione di giornali dell’ottocento, edizioni uniche del periodo risorgimentale che inneggiavano all’unità d’Italia alcuni filoborbonici altri, satirici, dissacratori, forti”. “Ma anche l’editoria locale trova spazio nella nostra collezione, si tratta di pubblicazioni dei primi del novecento e poi la cucina con la collezione di oggetti ormai in disuso, ma tutto lasciato integro, un legame con la tradizione e la ricostruzione continua, nessun oggetto qua dentro è a caso ha una storia, un significato, un lavoro di ricerca e conservazione continuo”, spiega. La Società Storica Catanese sarà aperta alle visite domenica con le guide turistiche etnee e fa parte di un percorso enogastronomico insieme all’associazione Cotumè che permette al turista o al visitatore di poter cucinare i cibi della tradizione Catanese all’interno di una cucina dell’ottocento con attrezzi dell’epoca.


