“Vado a trovare Cuffaro ogni mese”. Il retroscena è svelato dal leader dell’Udc Pierferdinando Casini durante la conferenza di stamattina al comitato elettorale di Massimo Costa. “Lo dico apertamente, e non solo non me ne vergogno, – ha aggiunto Casini – ma ritengo che faccia parte dei miei doveri di uomo e di cristiano”.
A offrire l’occasione per accennare alla vicenda dell’ex presidente della Regione, in carcere con l’accusa di favoreggiamento aggravato, è il riferimento dello stesso Casini al procedimento giudiziario al quale è sottoposto l’attuale governatore Raffaele Lombardo. “Io mi auguro – ha aggiunto Casini – che Lombardo sia estraneo alle infamanti accuse che gli sono rivolte. Ma vorrei che mi venisse riconosciuto di non aver in nessuna occasione strumentalizzato questa vicenda. Anzi – ha concluso Casini – mi ripugna anche il solo pensiero di farlo”.
Le dichiarazioni di Casini arrivano a una settimana esatta dal giorno in cui è fissata fissata l’udienza preliminare per la richiesta coatta di rinvio a giudizio per concorso esterno all’associazione mafiosa avanzata dalla Procura di Catania nei suoi confronti e di suo fratello Angelo, deputato nazionale del Movimento per le autonomie.
Ma già qualche giorno fa, prendendo spunto da una dichiarazione dello stesso Lombardo, che si diceva contrario a far parte di un nuovo movimento politico voluto fortemente dallo stesso Casini, il leader regionale dell’Udc aveva detto: “Che l’idea di lavorare per un partito della nazione non convinca il presidente Lombardo è per noi motivo di autentico sollievo. Sarebbe stato abbastanza imbarazzante ritrovarsi insieme”.

