"I focolai di variante Delta, muoiono i non vaccinati"

“I focolai di variante Delta, muoiono i non vaccinati”

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Commenti

    **muoiono i non vaccinati** anche i vaccinati se per questo, che ci ammali lo stesso, che si evitano i sintomi gravi (è da appurare) insomma è un virus e non sapete che pesci prendere

    Vorrei sapere dove andate a trovare sempre questi “esperti” catastrofisti….io leggo che altri esperti dicono che la mortalità della variante delta é la più bassa di tutte le varianti che ci sono state. E che in israele ha ucciso maggiormente i vaccinati con seconda dose….
    Inoltre invito livesicilia ad intervistare anche Loretta Bolcan (persona plurititolata, preparata e con curriculum invidiabile) invece di intervistare sempre i soliti “esperti” catastrofisti…
    Ovviamente adesso questo commento sarà censurato o pubblicato fra 4 giorni quando nessuno leggerà più l’articolo (ormai ho capito bene come funzionano i vostri sistemi di censura)

    ma come fate a scrivere ste cose se in Inghilterra il 66% di quelli che sono morti erano vaccinati con seconda dose?

    ma come fate a mentire di continuo? come? ma che tornaconto avete? baah

    i dati sono chiari e la realta’ dei fatti anche, muoiono i non vaccinati, pero’ ancora c’e’ gente che pensa al complotto globale e al nuovo ordine mondiale, manco fossimo in un film di fantascienza

    Sono d’accordo con te, ma sai l’unica cosa che personalmente mi frena non sono i complotti mondiali ma il vedere in tv il viso da menagramo del ministro della salute il comunista Roberto Speranza. Sembra uno venuto fuori come in un vecchio film di spionaggio dalla ex DDR o dall’Unione Sovietica ai tempi di Stalin e Berija……

    Caro Prof. Vitale vorrei ricordare anche a lei dopo averlo fatto ad altri suoi insigni colleghi che la morte è un elemento che fa parte della vita di una persona, ne costituisce l’elemento conclusivo così come la nascita ne è quello iniziale. Si può non morire di Covid ma di una qualsiasi altra cosa come ad esempio una banale caduta, un incidente stradale, una rapina finita male, una guerra ecc. ecc.. Di certo non bisogna averne paura in quanto fa parte della vita…..

    DIFFERENZE: FRANCIA Migliaia di persone hanno manifestato ieri in Francia contro le nuove restrizioni imposte dal presidente Emmanuel Macron per arginare la nuova ondata della pandemia, causata dalla variante Delta. La protesta contro la richiesta di Green Pass.
    ITALIA: Migliaia di persone in piazza per la vincita del campionato.
    Queste e tante altre rivendicazioni Francesi la dicono lunga di che pasta siamo fatti noi italiani, solo calcio, pallone, campionati etc etc, il resto non importa.

    152 morti in israele erano vaccinati

    Inascoltabile questo

    Buona sera vorrei cortesemente sapere per chi ha avuto il covid e si è vaccinato con una sola dose cosa bisogna fare? Grazie.

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Cara Carolina, da dirigente di partito che guarda alla politica con la P maiuscola, dovresti ricordarti di quegli (ex)imprenditori Innocenti con la I maiuscola che l'antimafia ha ingiustamente distrutto. Persone oneste con la O maiuscola che davano Lavoro con la L maiuscola che la giustizia con la g minuscola ha distrutto e che questo governo non ha neanche degnato di uno sguardo. Non bastano i proclami e le interviste, non basta immergersi nello studio di proposte che non verranno mai portate avanti. Fratelli di Italia, che dice di ispirarsi a quella destra per cui ti sei tanto prodigata come matricola universitaria, non solo in tutti questi anni, nonostante i ripetuti solleciti che gli sono stati rivolti, non ha fatto nulla per aiutare le vittime riconosciute degli errori giudiziari ma ha addirittura bloccato proposte di legge che, se approvate, potrebbero ridare alla giustizia il suo autentico significato, aumentando le garanzie e senza depotenziare la lotta alla mafia. Piuttosto che accogliere l'invito del "caro direttore" , dovresti sfruttare il ruolo di primo piano che occupi in Parlamento e nel tuo partito per Fare. Ed è il momento di Fare, senza se e senza ma. Quegli imprenditori aspettano di potere tornare a fare impresa. Fino a che non si risolveranno alcuni problemi della legislazione antimafia, la cui mala applicazione ha generato disastri, distrutto imprenditori innocenti e azzerato quel tessuto produttivo che tutti a parole dicono di avere a cuore, "antimafia", "giustizia" e "impresa", saranno solo vuote parole, utili solo alla campagna elettorale e nient'altro. La mia stima nei tuoi confronti rimane immutata, nonostante l'amarezza. Colgo l'occasione per invitarti ad un dibattito pubblico su questi temi.

L'incremento dei posti programmati a Medicina giunti quest'anno a quota 27.000 a livello nazionale con l'avvio del nuovo "semestre aperto" viene comunemente presentato come la risposta risolutiva alla crisi strutturale del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, un'attenta analisi dei dati epidemiologici e gestionali evidenzia una criticità sistemica profonda. I dati diffusi dall'OCSE attestano che l'Italia presenta una densità di professionisti medici superiore a 4 unità per 1.000 abitanti, collocandosi al di sopra della media dei Paesi occidentali. Il vero fattore limitante non risiede nella carenza di laureati in medicina, bensì in una distorsione allocativa e formativa a valle. Come ampiamente documentato dai report della Fondazione GIMBE, la criticità risiede nel severo disallineamento tra i flussi d'accesso alla laurea magistrale e la capacità di assorbimento delle scuole di specializzazione post-laurea, a cui si aggiunge la scarsa attrattività del Servizio Sanitario Nazionale in termini di condizioni lavorative ed economiche. A questo quadro si aggiunge un ulteriore paradosso che aggrava la programmazione: il fenomeno dei flussi migratori formativi verso l'estero. Molti studenti che non superano i test d'accesso in Italia scelgono di immatricolarsi in università di altri Paesi, conseguendo il titolo fuori dai confini nazionali per poi rientrare e chiedere il riconoscimento della laurea. Questa scorciatoia, oltre a trasformare l'accesso a Medicina in un canale sperequato basato sulle disponibilità economiche delle famiglie, immette nel sistema professionisti la cui reale conformità pratica e clinica agli standard formativi andrebbe rigorosamente vagliata, scaricando ulteriormente un sistema già al collasso. Continuare a incrementare in modo indiscriminato i posti disponibili negli atenei, in assenza di un contestuale e adeguato potenziamento delle reti formative ospedaliere e delle dotazioni organiche, non tutela la salute dei cittadini e non aiuta i reparti in sofferenza: configura un grave errore di programmazione strategica che rischia unicamente di alimentare un'illusione occupazionale per migliaia di giovani e per le loro famiglie, immettendoli in un percorso formativo massivo per poi destinarli a un insormontabile imbuto professionale e specialistico. La tutela della salute pubblica e la salvaguardia del futuro professionale dei giovani medici richiedono un radicale cambio di paradigma: occorre superare logiche di natura propagandistica per orientarsi verso una programmazione rigorosa, fondata sul reale fabbisogno assistenziale del territorio, sul potenziamento strutturale delle aziende sanitarie e sul pieno rispetto della dignità formativa e professionale dei futuri camici bianchi.

Un premio lo meriterebbe solo per la grande umiltà, per la valorizzazione delle donne del suo staff nel tempo e per la lucidità che sta mostrando in questi momenti per lui di certo non esaltanti. Suggerisco di farglielo consegnare dai parenti di Borsellino, o Regeni, magari da seduto su una panchina rossa.

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