Vertenza Almaviva, il Governo convoca un vertice a Roma - Live Sicilia

Vertenza Almaviva, il Governo convoca un vertice a Roma

Si apre uno spiraglio per il futuro di 621 lavoratori
L'INCONTRO
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PALERMO – È arrivata la convocazione tanto attesa: il 7 settembre si aprirà il tavolo di confronto sulla vertenza Almaviva. L’incontro riguarda i 621 lavoratori e lavoratrici, impegnati nella commessa Alitalia a rischio dopo la gara assegnata da Ita a Covisian e che sembrerebbe non aver previsto la clausola sociale. 

In merito all’affidamento dei servizi di Contact center di ITA, oggi pomeriggio il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha convocato un incontro per martedì 7 settembre alle 17 nella sede del ministero. Dopo settimane di pressione da parte delle segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom del settore e da parte di Almaviva si apre così quello spiraglio anticipato da Live Sicilia qualche giorno fa.

“Bene l’arrivo della convocazione – commenta il segretario nazionale della Uilcom, Salvatore Ugliarolo – abbiamo fatto tanto per arrivare a questo appuntamento. Martedì- prosegue – rappresenteremo ai vertici del Ministero che c’è bisogno di dare una prospettiva occupazionale a tutti i lavoratori e lavoratrici che da anni lavorano con professionalità nella commessa Alitalia e che dal 15 ottobre passerà a ITA. Non possiamo minimamente pensare di lasciare per strada nessuno, noi – conclude – siamo per chiedere l’applicazione della clausola sociale, uno strumento che darebbe certezze e garanzia a tutto il livello occupazionale, quindi ai 621 operatori e operatrici che lavorano a Palermo e a Rende. Il Sud non può perdere ulteriori posti di lavoro”.

“Finalmente è arrivata la convocazione che, da svariate settimane, i lavoratori di Almaviva ed il sindacato reclamavano a gran voce – dice Massimiliano Fiduccia Rsu Slc-Cgil – è solo il punto di partenza di un problema occupazionale e di una gara, quella di Ita, ancora poco chiara rispetto alle normative vigenti sulle clausole sciali. Ci aspettiamo che si cominci un ragionamento per la tutela di 621 lavoratori di Palermo e Rende”

La vicenda ITA-Almaviva che riguarda 571 palermitani continua a tenere banco, ha sollecitato anche oggi diversi interventi politici.

“Il presidente Musumeci sta sottovalutando la vertenza Almaviva, serve il massimo sforzo anche da parte del governo regionale per tutelare i lavoratori nel passaggio da Alitalia ad Ita”. Lo dice il capogruppo Pd all’Assemblea regionale siciliana, Giuseppe Lupo, aggiungendo: “L’appalto per il call center della nuova compagnia aerea non garantisce i 621 dipendenti che fino a oggi hanno gestito con grande professionalità il servizio per Alitalia e a fronte dell’impegno dei sindacati, del ministro del Lavoro Andrea Orlando e dello stesso sindaco di Palermo Leoluca Orlando, riscontriamo un preoccupante silenzio del governo regionale che può e deve fare la propria parte”. Il gruppo Pd all’Ars garantisce il “pieno sostegno” ai lavoratori ed è impegnato a “portare avanti ogni iniziativa, parlamentare e politica, utile a una soluzione positiva della vertenza”. “In un momento di crisi occupazionale come quello che stiamo attraversando a causa dell’emergenza Covid – conclude Lupo – bisogna impedire una delocalizzazione selvaggia che penalizzerebbe ancora una volta la Sicilia, e assicurare continuità lavorativa ai dipendenti della società”.

“Nel solco dell’interpellanza prontamente presentata dal collega Adriano Varrica lo scorso agosto che ho convintamente sottoscritto – scrive la deputata Valentina D’Orso su Facebook – ho appena depositato un’interrogazione affinchè l’attenzione sulla sorte dei 621 lavoratori di Almaviva, che si sono occupati per tanti anni del servizio call center di Alitalia, resti altissima e la pressione sul Governo sia forte e costante” ha detto.

“L’interrogazione a mia prima firma – afferma la deputata cinquestelle – ha quale primo destinatario il Ministro di Economia e Finanze in quanto la nuova Compagnia ITA, subentrante ad Alitalia, è società interamente partecipata dal MEF. Il capitale con cui la nuova compagnia sta avviando la propria attività è fatto da soldi pubblici, messi dallo Stato. Ebbene – continua D’Orso – chiedo al Ministro come possa lo Stato avallare politiche aziendali che, in spregio all’applicazione della clausola sociale a tutela della continuità occupazionale prevista dalla normativa vigente, oltre che dal Contratto collettivo nazionale di settore, danneggino centinaia di lavoratori, peraltro ormai altamente qualificati, dimostrando di non attribuire alcun valore all’esperienza e alla competenza. Tanto più che le scelte di ITA metterebbero a rischio il futuro di centinaia di famiglie proprio in quei territori del Paese già fortemente provati dalla crisi occupazionale, solo da ultimo aggravata dall’emergenza sanitaria”.

“Una società a partecipazione statale deve attuare piuttosto politiche aziendali che siano da esempio per tutte le altre imprese, da buon esempio” ha concluso Valentina D’Orso.


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