Ars, Collegato pronto: cosa rimane | Salta la norma sugli immobili

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Commenti

    LIBERATE i cittadini dai cantieri INFINITI

    In effetti Savona dovrebbe fare un passo indietro, quantomeno in attesa di chiarire i fatti che riguardano i congiunti! Legge sugli appalti? Meglio non parlarne, ars unico ente che affida lavori, nessun appalto! Mai nessun controllo, il palazzo della trasparenza opacizzata!!!

    Nelle disposizioni approvate non c’è neanche la norma che da una parte avrebbe consentito al dipartimento regionale delle Finanze e del Credito di riacquisire, esercitando il diritto di prelazione, gli immobili conferiti al Fiprs e che dall’altra parte faceva uscire la Regione dal fondo immobiliare.

    si deve capire che il dipartimento regionale delle Finanze deve essere potenziato, invece di creare uffici speciali di dubbia utilità come quello per progettare la nuova sede della regione entro vent’anni….boh

    20 anni? In Cina un mese……

    20 anni nominali.
    Effettivi, molti di più.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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