Via i soldi per Università, bollette e altri precari | Stop all'emendamento-bluff "salva-Forestali"

Via i soldi per Università, bollette e altri precari | Stop all’emendamento-bluff “salva-Forestali”

Via i soldi per Università, bollette e altri precari | Stop all’emendamento-bluff “salva-Forestali”
La protesta dei forestali a Palazzo dei Normanni - foto Nino Giordano
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di Monica Panzica e Accursio Sabella - La Commissione bilancio ha bocciato il testo col quale il governo aveva provato a recuperare 11,5 milioni per i lavoratori. Molte di quelle somme, in realtà, non esistono: “Non c'è copertura finanziaria”. Adesso i deputati stanno cercando una soluzione ricorrendo ai Fondi di riserva per i residui attivi. L'appello dei lavoratori al premier Renzi. (Nella foto la protesta di stamattina davanti a Palazzo dei Normanni).

PALERMO – I soldi per i computer della Regione, quelli destinati al pagamento delle bollette, quelli stanziati per liquidare le società partecipate e persino le somme previste per le proroghe di alcuni precari della Regione e per le possibili nuove assunzioni all’interno della macchina regionale. Sono quelli, insieme a tanti altri, come quelli destinati alle Università o ai pescatori siciliani, i fondi che il governo ha “reperito” per raggranellare gli oltre 11 milioni di euro che serviranno per garantire gli stipendi dei lavoratori forestali almeno fino al 9 novembre, quando si attende lo sblocco della libera Cipe per altri 89 milioni.

Ma quei soldi previsti dal governo all’interno dell’emendamento, al momento, non esistono. Almeno non tutti. Così la Commissione bilancio ha chiesto al vicepresidente Mariella Lo Bello di riscrivere il testo che dovrebbe essere “agganciato” al ddl sulle trazzere. “Non c’è copertura”, hanno chiarito i commissari. “Abbiamo esaminato attentamente e per ore – spiega il presidente della Commissione bilancio Vincenzo Vinciullo – il testo del governo. Ma non era recepibile, visto che ad esempio prevede stanziamenti prelevati dal capitolo degli investimenti, cosa che tecnicamente non si può fare. Abbiamo quindi chiesto all’esecutivo di riscrivere tutto”.

L’emendamento annunciato ieri in Aula dalla Lo Bello contiene decine di voci. Il governo regionale, insomma, ha presentato a Sala d’Ercole un documento col quale, di fatto, decide di raschiare il fondo del barile per smorzare le proteste di piazza. Ma su quei numeri, i dubbi sono tanti e sono stati espressi anche in Aula dal presidente Giovanni Ardizzone, che oggi ribadisce a Livesicilia: “Ovviamente saremmo felici di reperire quelle somme – ha detto – ma quell’emendamento non contiene alcuna relazione tecnica che ci spieghi se quelle somme sono nell’effettiva disponibilità della Regione. Il rischio, insomma, è che il rimedio sia peggiore del problema”. Il dubbio, circolato fin da ieri nei corridoi di Palazzo dei Normanni è che, per farla breve, molti di quei soldi non esistano. Si potrebbe trattare, in molti casi, di somme già in parte impegnate o non “sbloccabili” dal governo, sia per questioni legate al patto di stabilità, sia per il blocco della spesa già annunciato dallo stesso governo regionale. Insomma, un caos. Non a caso la Commissione bilancio ha chiesto alcune ore per esaminare il documento. E anche tra i deputati della commissione non sono mancati, fin da subito, i dubbi. Sfociati nella riunione di stamattina: “Non c’è copertura finanziaria”. I soldi indicati dal governo per pagare gli stipendi ai forestali, di fatto, non esistono.

E quali erano le somme individuate nell’emendamento governativo? La fetta più grossa dei circa undici milioni e mezzo era rappresentata dal capitolo destinato alle “spese per l’acquisto di hardware e software necessari al funzionamento e al coordinamento dei sistemi informativi della regione”. Il governo aveva pensato di togliere 4,5 milioni dal capitolo che ne prevedeva oltre 17 milioni. Un altro milione e mezzo invece sarebbe stato preso, nelle intenzioni dell’esecutivo, dai fondi destinati alla proroga dei precari della Regione impegnati nelle attività straordinarie “in materia di protezione civile, ambientale e del territorio, delle acque e dei rifiuti” e al finanziamento dei concorsi per le nuove assunzioni alla Regione previste nell’ultima finanziaria. Oltre 1,4 milioni, invece, sarebbe stato tolto al capitolo riguardante le spese per la liquidazione e la ricapitalizzazione delle società partecipate della Regione. Un altro milione invece sarebbe stato recuperato dal capitolo riguardante le “utenze di energia elettrica e telecomunicazioni dell’amministrazione regionale”. Soldi per le bollette, insomma. La somma di queste voci ammonta a circa otto milioni e mezzo.

Per giungere agli oltre 11 milioni e mezzo necessari per garantire gli stipendi dei Forestali per un paio di settimane al massimo, il governo ha provato a tirare fuori anche cifre molto più basse, ma da decine di capitoli di bilancio. L’esecutivo, insomma, ha raschiato il fondo di un barile ormai chiaramente vuoto, cercando i soldi per i forestali, ad esempio, tra le spese di funzionamento e la pulizia degli uffici regionali, tra i capitoli destinati ai viaggi, alle missioni o al leasing della auto di servizio, per le manutenzioni e l’acquisto di libri e giornali. Tolti anche un po’ di soldi (143 mila euro) destinati alle attività sportive nelle Università, alle accademie di belle arti e ai Conservatori (altri 100 mila euro), ai pescatori siciliani vittima di sequestri nel Mediterraneo (altri 100 milioni), agli indennizzi per gli agricoltori (tutti i 76 mila euro previsti in bilancio) e ai soldi per le borse di studio degli specializzandi in medicina (oltre 228 mila euro). Ma non basta. Perché quei soldi, in molti casi, non esistono. Sono stati già impegnati o non possono essere sbloccati. Così i deputati hanno chiesto all’esecutivo Crocetta riscrivere il documento, cercando i soldi dal Fondo di riserva per i residui attivi: venti milioni, per l’esattezza, dal fondo che ne prevede trenta. Somme che sarebbero sufficienti a garantire le giornate lavorative fino a metà novembre. E il governo si starebbe già mettendo all’opera per correggere la manovra. Una situazione surreale, visto che l’assessore competente, cioè Alessandro Baccei, da ieri non è più un assessore. Ma adesso il governo (che non c’è) quei soldi dovrà trovarli comunque. E in fretta.

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