CATANIA – La contro replica del consigliere Notarbartolo.
“Devo ammettere che non mi ha colto di sorpresa la risposta per interposta persona all’interpellanza da me presentata, in cui chiedevo all’Amministrazione Comunale di conoscere come intendesse valorizzare il cospicuo patrimonio immobiliare e mi soffermavo, come caso simbolo, sul rinnovo della locazione operata dal Comune di Catania dell’immobile di via Manzoni sulla base di un nuovo contratto stipulato appena un mese addietro.
Anziché dall’Amministrazione, secondo uno stile tristemente ormai consueto, la replica ai chiarimenti che ho richiesto nell’ambito dell’esercizio del mio mandato elettivo è giunta stavolta attraverso la controparte del Comune stesso, la Società Imerservice Srl che in qualche modo ha cercato di giustificare l’importo del canone di locazione di 80 mila euro annui fissato dalle parti e ritenuto, non solo da me, a dir poco esorbitante.
Per ordine, le “falsità” di cui mi sarei reso colpevole sarebbero: 1) il canone stabilito è comprensivo di iva e che su questi importi la parte privata dovrà pagare imposte e tributi (IRPEG?,IRAP ed IMU) che ridurrebbero così ulteriormente il profitto che deriva da tale affitto. Ebbene, nell’esprimere pubblicamente il mio personale dispiacere verso la società che ci fa sapere che come tutti i comuni mortali si farà carico del prelievo fiscale anche perché difficilmente il Comune potrebbe pagare le imposte a tutti, ribadisco che la verità è che il Comune di Catania dovrà sborsare ogni mese ben 6.666,66 euro e il mercato immobiliare cittadino è pieno di offerte ampiamente più vantaggiose, come è agevolmente verificabile da chiunque anche non addetto ai lavori.
2) Mi si contesta l’affermazione, in verità contenuta nei documenti contrattuali, che l’immobile non è di 300 bensì di 420 mq. A parte il fatto che così non è come sanno le parti in gioco in questa vicenda, per quale oscura ragione (escludiamo per principio d’onore la falsa dichiarazione) la società Imerservice e il Comune hanno stipulato un contratto in cui si dichiara che la superficie dei locali fosse di 300 mq?
3) Mi viene rimproverato che nel definire il valore dell’immobile non mi sarei avvalso dei dati dell’osservatorio immobiliare dell’Agenzia del Territorio. Mi spiace anche in questo caso contraddire, ma è esattamente quello che ho fatto avvalendomi anche dell’aiuto di ingegneri del settore e i punti di vista sono stati unanimi nel ritenere che il valore locativo dell’immobile sia meno della metà di quanto è stato effettivamente sottoscritto.
4) La società proprietaria asserisce, inoltre, che non sarebbe rispondente al vero che l’immobile in questione sia fatiscente. A parte il fatto che mi sono avvalso di quanto formalmente affermato da chi in quell’ufficio lavora, accetto la tesi che le condizioni di fatiscenza possano avere una certa soggettività e benché non consideri di particolare pregio infissi in alluminio anodizzato, porte a soffietto e muri scrostati, se quel locale fosse collocato in una favela di Rio De Janeiro, probabilmente non si noterebbe una condizione di degrado.
Per concludere, pur considerando legittimo l’interesse dalla società Imerservice ad approfittare di ogni occasione per difendere il proprio interesse abbondantemente riconosciuto dal Comune, il buon senso credo debba prevalere a ogni altra considerazione. Non conosco la società Imerservice né i suoi soci e non ho idea se la stessa abitualmente contrae, in qualsiasi formula, attività con Enti pubblici anche mediante la pubblicazione di un giornale. Mi sento, però, di rassicurare che la vicenda non riguarda le posizioni interne nel PD, bensì è frutto della preoccupazione di salvaguardare il pubblico interesse nell’impiego delle poche risorse rimaste.
Non ho interesse a polemizzare ulteriormente con la suddetta società e tramite essa con l’assessore al Patrimonio Girlando, poichè la congruità del prezzo e le condizioni contrattuali pattuite le valuterà la Procura Regionale della Corte dei Conti a cui mi accingo doverosamente a trasmettere gli atti per le valutazioni di competenza. Allo stesso amministratore comunale, tuttavia mando a dire l’inutilità del suo richiamo a Renzi per delegittimare quanti cercano solo di fare, il proprio dovere con scrupolo e serietà: il Premier deve gran parte del proprio successo alla sua determinazione a rottamare quella cultura politica che riteneva ancora di potere utilizzare le risorse pubbliche senza controllo alcuno e nel silenzio generale e su questo tutti dobbiamo riflettere”.

