Cassonetti sporchi e maleodoranti. Strade dimenticate dagli addetti allo spazzamento. Cataste di rifiuti ingombranti in periferia e nel centro storico. Le fotografie di Palermo sono impietose. Un biglietto da visita pessimo per i turisti e una situazione insostenibile per chi vive in città.
È un percorso nel sudiciume quello che inizia dalla zona di corso Calatafimi. Nelle vie Cesare Terranova e dei Fiori le discariche abusive sono ormai un fenomeno cronico. La colpa è dei cittadini che scaricano di tutto e di più. Se ne infischiamo del servizio gratuito messo a disposizione dalla Rap.
Rap che, però, ha la responsabilità di spazzare le strade. All’incrocio fra viale Regione Siciliana e corso Calatafimi non si vedono operatori da mesi. È uno dei tanti punti dimenticati. Stessa cosa in via Ragusa Moleti nella zona di via Capuccini. Qui, dice Giuseppe Li Causi, che ha contattato Livesicilia, “gli operatori non vengono da quando è finita la scuola (ce n’è una che porta il nome di Girolamo Ragusa Moleti, poeta e scrittore palermitano). La nostra è terra di nessuno”. Stessa cosa in piazza Turba, davanti alla caserma dell’esercito.
Percorrendo corso Pisani e attraversando piazza Indipendenza si arriva in corso Tukory. I marciapiedi sono pieni di cartacce. Alla fine della strada c’è una cabina telefonica. O meglio, c’era visto che la cabina è sommersa da mobili e materassi. Il mercatino delle cose vecchie contribuisce al degrado davanti al museo Gemmellaro.
Superata la stazione centrale si giunge in via Roma. La strada principale è spazzata. Le traverse sono regno della sporcizia. Anche qui cartacce e bottiglie ai lati dei marciapiedi. In via Gorizia una famiglia di turisti francesi fatica a muoversi fra sacchetti della spazzatura, sfabbricidi e mobili in disuso. Il papà si tura il naso. Null’altro da aggiungere.
Siamo a due passi da via Garibaldi, nel cuore del centro storico. Sul basolato di via del Parlamento, una manciata di metri prima della chiesa di San Francesco d’Assisi, hanno abbandonato di tutto. Un ragazzo di colore dal nome difficile da memorizzare indica una piccola isola pedonale con gli accessi sbarrati dai materassi. E poi, bottiglie di vetro, qua e là, simbolo delle notti vissute nei locali. La situazione migliora lungo corso Vittorio Emanuele, salvo qualche cestino che non è stato ripulito.
È una piccola fotografia di una fetta di città. Altrove la situazione non cambia. La signora Elvira abita in via Vincenzo Mortillaro, nella zona di via Oreto. Sulla pagina Facebook di Livesicilia ha postato un video-denuncia: “Non si vede uno spazzino da mesi. Ci sono topi e scarafaggi. È uno schifo, non possiamo neppure stare al balcone”.
Dalla Rap fanno sapere che le 900 postazioni di cassonetti sono state regolarmente svuotate (è vero, mani cassonetti non vengono lavati), tranne singoli casi (via Re Tancredi, alla Zisa, rientra nella casistica in negativo). Nonostante le ferie di agosto, la raccolta ha funzionato. Ci sono stati dei guasti agli autocompattatori, specie quelli piccoli che si muovono nel centro storico, ma via via sono stati riparati. Nessuna emergenza, dunque, al netto del personale a scartamento ridotto per le ferie estive. La sporcizia attorno ai cassonetti e il fetore alimentato dal caldo forse vanno considerati, purtroppo, come la normalità.
Sulle maxi discariche in azienda allargano le braccia. Alcune task force stanno ripulendo intere zone a Bonagia, nei pressi di via Serradifalco e al confine con Villabate, ma è impossibile stare dietro all’emergenza. Tale è e come tale andrebbe affrontata. Le multe vengono elevate, ma non scoraggiano l’inciviltà.
E lo spazzamento? Dalla Rap fanno sapere che è in corso una verifica dopo che la città, nei mesi scorsi, è stata divisa in otto grandi aree. Ognuna con un numero di operatori dedicato. Evidentemente c’è qualcosa da rivedere. E non dovrebbe essere difficile verificare che tutti facciano il proprio dovere. I dati dei controlli sul personale, compresi eventuali procedimenti disciplinari, saranno presto resi noti. I dipendenti sono 1950 di cui 250 addetti allo spazzamento.
Nel frattempo la città mostra sacche di degrado, specie quando ci si allontana dalla zona del teatro Massimo, simbolo della nuova vocazione turistica di Palermo. Una vocazione turistica rimarcata dall’amministrazione comunale che fa a pugni con la sporcizia.

