Vigili aggrediti alla Vucciria, condannato il figlio del capomafia

Vigili aggrediti alla Vucciria, condannato il figlio del capomafia

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L'imputato ha un precedente per tentato omicidio

PALERMO – Due condannati – tra cui il figlio del capomafia di Porta Nuova – e due assolti. I poliziotti della Squadra mobile incrociarono testimonianze, immagini delle telecamere e foto postate sui social per ricostruire l’aggressione subita da due vigili urbani alla Vucciria nel novembre 2024.

Salvatore Di Giovanni è stato condannato a 7 anni e 3 mesi. Mahamud Laundolsi ha avuto 4 anni e 3 mesi. Il giudice monocratico Emanuele Nicosia ha assolto Giuseppe Polizzotto e Vincenzo Di Giovanni, difesi dagli avvocati Gaetano Turrisi e Maurizio Savarese.

Mezz’ora dopo le 3 della notte la sala operativa della Polizia municipale spedisce una pattuglia in via dei Cassari. Sono state segnalate macchine parcheggiate in maniera selvaggia. I due vigili urbani fanno ingresso in via dei Chiavettieri. La strada è piena di gente. L’auto attraversa la folla a passo d’uomo e diventa bersaglio di pugni e calci.

Un uomo riesce ad aprire lo sportello lato guida e lancia una bottiglia di birra piena che colpisce un ispettore al volto e di rimbalzo l’altro allo zigomo. Sarà identificato in Di Giovanni, figlio del boss di Porta Nuova, Tommaso. La pattuglia riesce a fatica ad allontanarsi.

L’uomo che aveva lanciato la bottiglia era giunto alla Vucciria a bordo di una Smart. Il proprietario aveva postato video e foto della serata su TikTok. Tra gli amici c’era anche il principale aggressore riconoscibile per i tatuaggi alle braccia, la maglietta e la tracolla, la testa rasata. Era Di Giovanni.

Laundolsi era imputato per avere lanciato una bottiglia contro il cofano posteriore della macchina dei vigili. Ha precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, violenza, minaccia e resistenza pubblica ufficiale, tentato omicidio, traffico di stupefacenti ed evasione.

L’avvocato Gaetano Turrisi

Gli altri due indagati avrebbero colpito la macchina con calci e pugni, ma per loro l’accusa non ha retto. Per Polizzotto l’avvocato Turrisi ha fatto valere una perizia antropometrica: non c’era alcuna certezza che fosse presente sul posto.

Anche Di Giovanni ha un pesante precedente. Ha scontato una condanna a 14 anni per tentato omicidio. Nel 2012 picchiò a colpi di casco due uomini dello Sri Lanka per uno sguardo rivolto alla sua ragazza.


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