Violenze, gravidanze, neonati morti | Le torture ai migranti in Libia

Violenze, gravidanze, neonati morti | Le torture ai migranti in Libia

Violenze, gravidanze, neonati morti | Le torture ai migranti in Libia
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite:
quando cercherai
una notizia, ci troverai
più facilmente.
AGGIUNGI

I racconti ai mediatori culturali nel centro di accoglienza.

LE STORIE
di
1 min di lettura

ROMA – Hanno subito anni di violenze, alcuni sono stati tenuti sotto terra in un magazzino, venduti due o tre volte, e in quello stato di detenzione durato per molto tempo sono nati sedici bambini tutti morti dopo 4-5 mesi. È quanto raccontano molti dei profughi eritrei che erano a bordo della nave Diciotti e sono ora ospitati nel centro ‘Mondo migliore’ a Rocca di Papa. In queste ore emergono dalle interviste rilasciate agli operatori sociali del centro, le storie dei migranti durante tutto il percorso che hanno fatto in questi anni prima di arrivare in Italia.

Alcuni di loro hanno detto di essere stati tenuti sottoterra in un magazzino in Libia e qui delle donne hanno anche partorito per poi vedere morire i propri figli. A quanto si è appreso, nessuno dei cento migranti ha problemi di salute, questo anche grazie ai soccorsi medici degli ultimi giorni a Catania. Tra i nuovi ospiti del centro arrivati ieri ci sono anche 5 o 6 coppie sposate e in tutto 8 donne, vittime di abusi sessuali.

La giornata di oggi è stata dedicata alle interviste degli operatori sociali e ulteriori visite mediche. I migranti stanno ora riposando e, riferiscono gli operatori, “non hanno idea di quello che sta succedendo in queste ore intorno a loro, tantomeno del perché”. La maggior parte degli ospiti parla il tigrigno, la lingua ufficiale in Eritrea.

(ANSA).

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI