Ztl notturna, Assoimpresa avverte: |"Una mazzata per il commercio"

Ztl notturna, Assoimpresa avverte: |”Una mazzata per il commercio”

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Commenti

    Provo soltanto solidarietà per chi vive e lavora dentro la Ztl ,
    Mi piaceva frequentarla , ma da quando c’è questo vincolo ,
    Non ci ho mai messo mai più piede e per principio per me e’ cancelllata ..
    Palermo / mondello ha mille altri posti da frequentare , e nn sopporto
    Le dittature che impongono i sudditi delle regole perdipiu con la presa in giro
    ( -inquinamento)
    Ma la cosa più grave e’ che non esiste a Palermo una classe politica di opposizione
    Che sappia argomentare e scalzare Orlando e Catania dal loro delirio di follia onnipotente
    Sono veramente preoccupato palermo e’ veramente diventata una città invivibile.
    Ogni mossa di questa giunta non ha fatto che ammalare sempre più questa ex meravigliosa città …..

    vorrei farti notare che mentre nella ZTL diurna è permesso, se hai necessità di entrare, in sanatoria entro la mezzanotte di pagare il ticket, in questa ZTL notturna ciò non è consentito. Da quello che ho letto purtroppo devi regolarizzarti prima di entrare, per cui se uno all’ultimo vuoi andare nelle zone ZTL e non hai dove acquistare un ticket, niente da fare.E se anche un ristoratore o altra attività ricettiva vuol “offrire” il ticket ZTL ai suoi clienti non si può fare perché non è permesso, dopo che si è già passato il varco, sanare. Sono dei geni i nostri amministratori. Intanto mi raccomando non preoccupatevi di multare gli sporcaccioni, tanto la città è pulita.

    Sembra che voi associazioni che tutelate le attività commerciali notturne fate a gara
    ad uscire per prima le notizie nefaste sulla ZTL , sembrate un po’ profeti di sventure ,
    chi chiude , chi licenzia , chi versa lacrime , tutti questi intenti difensivi stranamente
    non li avete fatti ai tempi della prima ZTL , ma non rinvanghiamo il passato. Quello
    che però vi sfugge è : visto che il problema sono le moltissime quantità di auto che
    entrano nel centro storico , che inquinano cosa proponete per limitare questo afflusso ?
    Un idea le targhe alterne , una settimana entrano le pari , l’altra le dispari facile no !
    Poi vediamo l’inquinamento acustico da schiamazzi , dal vociare , cosa proponete
    un bel cerotto che tappi la bocca , una volta gli uomini , un altra le donne , le soluzioni
    ci sono tutte basta proporle . Vi ricordate la battuta di Totò , ” ma fatemi il piacere “

    Da osservatore “non” in conflitto di interessi. Questa Amministrazione mi pare che dapprima abbia voluto infliggere il colpo finale a tutto il comparto “commercio e servizi” “diurno” con la ZTL e ora, dopo che sono falliti tutti i commercianti e fornitori di servizi di via Roma e dintorni, non solo ha riaperto alle auto via Roma anche a doppio senso, ma, pare, stavolta voglia fare addirittura fallire ogni attività legata o che sopravvive grazie alla movida “notturna” del centro storico. Congratulazioni vivissime Capo!
    Ma che obiettivi ha ancora la Giunta al termine del suo mandato?

    In via Roma sembra eternamente un giorno festivo.

    Se una buona parte dei commercianti che vivono di movida si trasferiscono altrove probabilmente gli abitanti del centro storico potranno tornare a vivere senza l’incubo della musica a tutto volume; delle auto parcheggiate ovunque, anche davanti i portoni, del piscio puzzolente, ecc.
    In ogni caso il reddito spendibile dei palermitani per il tempo libero resta sempre quello: se chiude un esercizio commerciale ne aprirà un altro. Non è trasformando il centro storico in un bolgia infernale che si crea occupazione perchè lo spostamento di attrtytive nel centro storico ha dirottato la spesa per tempo libero da altre attività che a queste.
    Il reddito spendibile non cresce se c’è l amovida fracassona nel centro storico.

    Tutto il loro problema è addossare ad altri i propri fallimenti. Per uno che urla ce ne sono tre d’accordo con queste misure.

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Ecco il testo trascritto dalla targa: --- *"… Una volta al circolo dei minatori venne un deputato nazionale, ascoltò i salinari, raccontavano miseria e l'onorevole chiudeva gli occhi come in preda a indicibile sofferenza, infine diede un calcio al tavolo dicendo che perdio, bisognava far qualcosa; dal tavolo cadde una lampada e andò a pezzi, l'onorevole promise grandi cose, ai minatori toccò comprare una lampada nuova … "* *"Le Parrocchie di Regalpetra"* **L. SCIASCIA**

L'interrogatorio preventivo come scudo difensivoIn questo scenario di squilibrio, dove l'accusa muove spesso i primi passi in totale solitudine, una luce di speranza e civiltà giuridica arriva dalle recenti riforme procedurali. L’introduzione dell’interrogatorio preventivo rappresenta una svolta fondamentale per la tutela del cittadino e un netto rafforzamento del potere di difesa.Questo strumento garantisce una funzione vitale: permette all'indagato di presentarsi davanti al giudice prima che venga applicata una misura cautelare, offrendo la possibilità di smentire l'accusa sul nascere. Se la difesa ha già raccolto prove tecniche in grado di smontare il quadro indiziario, l'interrogatorio preventivo diventa il palcoscenico ideale per farle valere immediatamente, evitando al cittadino il trauma della custodia cautelare ingiusta.Verso un vero equilibrio processualeIl rafforzamento della difesa non deve essere visto come un ostacolo alla giustizia, ma come la sua più alta realizzazione. Un'indagine che non regge il confronto immediato con i rilievi tecnici della difesa è un'indagine fallimentare in partenza.In conclusione, la direzione intrapresa dalle ultime riforme dimostra che la parità delle armi non è più solo un principio astratto scritto nella Costituzione, ma uno strumento concreto. Solo ammettendo i limiti tecnici della polizia giudiziaria e valorizzando il contraddittorio preventivo potremo evitare che i processi diventino lunghi calvari basati su presupposti scientificamente errati.

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