L'ultima beffa del Ponte |Se lo Stato si fa causa da solo - Live Sicilia

L’ultima beffa del Ponte |Se lo Stato si fa causa da solo

La società concessionaria, di proprietà pubblica, chiede un indennizzo milionario al ministero.

L’ultima beffa legata alla storia infinita del Ponte di Messina è quella di una società di proprietà dello Stato che fa causa allo Stato per più di 300 milioni. Succede anche questo nella storia surreale della grande opera più annunciata del mondo. La storia viene riassunta oggi da Sergio Rizzo sul Corriere della Sera ed è contenuta in una relazione della Corte dei conti sul Ponte. Ed è quella della causa giudiziaria che oppone la società Stretto di Messina allo Stato. La concessionaria già incaricata della realizzazione del Ponte chiede un indennizzo di 325 milioni. Più un eventuale risarcimento. Questo per il pregiudizio scaturente dalla mancata realizzazione dell’opera. Solo che, sottolinea il Corriere, la società concessionaria che rivendica dallo Stato il pagamento del danno è a sua volta dello Stato (più dell’80 per cento è dell’Ansa, il resto di altri soggetti istituzionali tra cui la Regione siciliana). La società fin qui è costata più di 300 milioni, finanziati esclusivamente con risorse pubbliche, scrive Rizzo. E la sua non è l’unica azione giudiziaria pendente per via della mancata realizzazione del Ponte sullo Stretto: il general contractor Eurolink ha chiesto 700 milioni e il project management consulting, l’americana Parsons transortation, rivendica 90 milioni. Intanto la società concessionaria, in liquidazione dal 2013, non ha ancora chiuso i battenti.


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