Orlando resta sindaco di Palermo: mozione di sfiducia respinta - Live Sicilia

Orlando resta sindaco | Mozione di sfiducia respinta

La maggioranza vota compatta contro il documento presentato dalle opposizioni
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PALERMO – È il momento della verità: la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, giunge all’ultimo atto. Il documento, presentato con non poca fatica dalle opposizioni al Comune di Palermo e ricco di accuse nei confronti del primo cittadino e della sua giunta, approda a Sala delle Lapidi per essere discusso e votato dal consiglio comunale. Per l’approvazione occorrono 24 consiglieri favorevoli su 40, impresa non facile dal momento che il numero dei firmatari è fermo a 19 praticamente dal giorno della presentazione dell’atto. Segui la diretta su Live Sicilia.

18:38 – Con 19 voti favorevoli e 20 contrari, la mozione di sfiducia viene respinta. Leoluca Orlando sarà ancora il sindaco di Palermo. Al netto dell’assente Valentina Caputo del gruppo misto, la maggioranza ha votato compatta contro l’atto. ECCO LE PAROLE DEL SINDACO

18:27 – “Tutti gli interventi dei colleghi mi hanno portato quasi a cambiare idea”, commenta ironicamente Fabrizio Ferrara, mai intervenuto in precedenza, nel dichiarare il voto favorevole di Forza Italia. Poi osserva: “Mi sono ritrovato a un regolamento di conti in cui si guarda a ciò che sarà dopo. E allora vi dico: proseguite pure – afferma rivolgendosi ai consiglieri delle minoranze intervenuti nel dibattito – perché questi diciotto mesi vi faranno ‘incartare’ ancora di più. Da una parte ci sarà chi ha amministrato, chi voleva amministrare e poi ha rosicato, e chi si proporrà unito per il futuro della città. E allora sarà semplice, per chi ha seguito i lavori di quest’Aula, delineare ciò che sarà il futuro”. Si concludono le dichiarazioni di voto.

17:50 – Parla all’Aula anche Marianna Caronia, che aveva annunciato che si sarebbe fisicamente assentata dal dibattito ma non per il voto. Caronia ravvisa “un inasprimento” dei toni nei rapporti fra la giunta e il consiglio comunale “che non ci possiamo permettere”, dice, e dopo alcuni momenti concitati e diverse interruzioni comunica “voto favorevole alla mozione”. Si prosegue con le dichiarazioni di voto degli altri consiglieri comunali.

17:11 – Si passa alle dichiarazioni di voto.

16:22 – Dopo la lunga serie di interventi, la parola passa al sindaco Leoluca Orlando. Che inizia subito individuando quella che a suo dire è una contraddizione: “Come espressamente detto nelle premesse della mozione, trattasi di una mozione squisitamente politica che però ha una caratteristica: per un anno o un anno e mezzo consegnerebbe a un commissario regionale, quindi non politico, il governo della città. Posso dire che sia una posizione disperata?”, chiede retoricamente il primo cittadino.

“Il compito di Orlando è di arrivare alle prossime scadenze perché ci possa essere una visione condivisa con un sindaco”, prosegue il sindaco, parlando di una “ossessione per queste scelte che penso per la città non siano in discussione, né la Ztl né le piste ciclabili”, perché la posizione in merito sarebbe “condivisa da tutti”.

Il Professore trova “singolare” la mozione inizi con l’alluvione del 15 luglio. “Non c’era l’allerta meteo del giorno precedente – ribadisce ancora una volta come spesso fatto in questi mesi – e ormai tutti sanno che nel 2014, sotto il governo Renzi e il governo Crocetta, abbiamo subìto il commissariamento di Palermo e il Comune non ha più questi poteri”.

Per quanto riguarda la corruzione, commenta: “Siamo noi che abbiamo introdotto la denuncia anonima. I fenomeni corruttivi sono presenti certamente in tante parti d’Italia; la differenza consiste nel come ci si comporta politicamente di fronte a questi fenomeni”.

Poi la situazione finanziaria: “incontestabile” l’affermazione di Forello sul deficit strutturale, ma perché “ci siamo trovati a dover deliberare i debiti fuori bilancio al 22 dicembre, condizione nella quale il consiglio comunale, se avesse saputo, avrebbe deliberato i debiti fuori bilancio. Nel 2019 – dice – il Comune non era più in condizione di deficit strutturale”.

Orlando difende anche le pedonalizzazioni e le piste ciclabili (“se qualcuno inizia a lamentarsi che siano state fatte, allora stiamo facendo bene. Meno male che ci sono”), e precisa che gli allagamenti dovuti all’arretratezza del sistema fognario di Mondello sono competenza del commissario regionale per il dissesto idrogeologico Maurizio Croce.

“Abbiamo un personale comunale in cui va aumentando l’età media e va diminuendo il numero per il turnover – osserva Orlando sui problemi di organico –. Noi chiediamo di poter assumere personale nella invarianza del fondo, per effetto del turnover; non chiediamo soldi in più”.

Per la gestione cimiteriale “ci ho messo la faccia io e la mantengo”, dice Leoluca Orlando. “Ho fatto cinque ordinanze, predisposto un piano d’emergenza e sollecitato il progetto del cimitero di Ciaculli”. Inoltre il sindaco comunica di aver trovato “le aree del cimitero dei Rotoli dove collocare i primi 170 loculi, già ordinati e che dovrebbero arrivare il 15 ottobre, e poi altri 700 per i quali faremo una gara. La prima area è sotto l’attuale tempio crematorio, in fase di riparazione”.

Nel suo lungo intervento, il primo cittadino di Palermo annuncia anche di aver richiesto al ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, “un Pon metro periferie” per abbattere le disuguaglianze rispetto al centro della città più volte evidenziate e criticate dall’opposizione in questi anni di sindacatura. Altro intervento fondamentale già previsto sarebbe il rafforzamento della discarica di Bellolampo.

“La missione non è completata, e nessuno meglio di me conosce i problemi di questa città – conclude Orlando -. Questo mi porta a dire che dobbiamo fare di tutto perché questa visione possa essere espressa anche con un sindaco diverso da me. Non è scontato l’esito di questa votazione, ma io non tiro i remi in barca”.

16:15 – Chiude gli interventi per la maggioranza Ottavio Zacco di Italia viva, presidente della commissione Attività produttive, secondo cui “oggi sfiduciare il sindaco sarebbe una follia. Abbiamo un’emergenza sociale, un’emergenza economica, sappiamo bene che diversi imprenditori e commercianti rischiano la chiusura in questi mesi: purtroppo non è altro che la conseguenza dell’emergenza sanitaria. Oggi la città ha bisogno invece di tutto il consiglio comunale, in sinergia con l’amministrazione”.

16:01 – “Come battesimo non è dei più belli”, dice invece un altro esordiente in Aula, Gianluca Inzerillo di Sicilia Futura – Italia viva. Poi parla di “momento sbagliato” per presentare una mozione e “dire quello che la gente si vuole sentire dire. Dobbiamo portare a termine tutto ciò che non è stato fatto, al gioco al massacro non ci stiamo – dice –. Noi nel 2017 abbiamo condiviso un progetto politico in cui continuiamo a credere, siamo a contatto con la comunità e riteniamo che un rilancio di questa attività amministrativa sia necessaria”, è il monito per il sindaco e la sua giunta. “Ci sono delle cose che si possono fare subito”, continua, plaudendo per esempio alle attività messe in atto dall’amministrazione comunale durante il lockdown per evitare il tracollo delle famiglie più povere.

15:50 – “Oggi non ci dobbiamo fermare – è l’invito di Toni Sala di Avanti insieme –. Io non ho paura di andare a casa ma di ben altro”, dice parlando di una mozione che, stando alle firme che riporta, avrebbe il solo motivo di “attaccare l’orlandismo”. Per il consigliere comunale “la sfiducia adesso sarebbe semplicemente da irresponsabili”. Sala poi elenca quelle che definisce vittorie ottenute da Leoluca Orlando negli ultimi anni, come Manifesta 12, Palermo Capitale della Cultura, “la dimensione dell’accoglienza”, il rilancio del Teatro Massimo o l’istituzione della Ztl. “In ogni caso – precisa – sulla mobilità sarebbe servito più dialogo”.

15:39 – Parla Dario Chinnici, capogruppo di Italia viva, che innanzitutto risponde ai colleghi delle minoranze parlando di “una mozione di sfiducia priva di ogni contenuto politico. Il collega Randazzo non può chiedere di votare una ‘sua’ mozione di sfiducia – dice -. La mozione si presenta quando si hanno i numeri, e non li deve cercare in me ma nella sua opposizione”. A Ugo Forello, invece: “Io a una mozione di sfiducia dove c’è la firma della Lega non avrei partecipato mai. Si può sbagliare ma non deragliare, e approvando questa mozione saremmo stati al gioco dei leghisti”.

Poi avverte Leoluca Orlando e la maggioranza che “da domani inizia la sfida, perché ognuno di noi ci metterà la faccia come sta facendo adesso. Dialogo con i cittadini, dialogo tra di noi. La città non ha bisogno di tornare alle urne, ma di un’amministrazione che affronti e risolva le tante criticità con cui i palermitani devono fare i conti. Per questo bocceremo una mozione di sfiducia sgangherata, presentata solo per tornaconto elettorale, priva di qualsiasi reale alternativa. Chiediamo però al sindaco Orlando di ripartire subito, indugiando pochi ma riconoscibili obiettivi e, se è il caso, rimettendo anche mano alla giunta”.

15:30 – È il turno di Milena Gentile del Partito democratico, al suo esordio a Sala delle Lapidi: “Non possiamo condividere la superficialità dell’approccio” della mozione di sfiducia, dice, “che non va alle radici. Non ci sono dubbi, l’amministrazione necessita di cambiare passi, ma un problema fondamentale nell’organizzazione della macchina amministrativa è che è mancato un serio processo nelle scelte politiche”. Secondo Gentile coinvolgere “ordini professionali e associazioni” avrebbe reso i cittadini più “protagonisti del cambiamento”. Poi afferma: “Alcuni sottoscrittori di questa mozione si dichiarano apertamente nostalgici di Cammarata; noi respingiamo ai mittenti questi tentativi di ritorno al Medioevo”.

15:12 – “Oggi state chiedendo che il Comune di Palermo venga commissariato per dodici mesi da un burocrate”, avverte Rosario Arcoleo, capogruppo del Partito democratico al Comune. “A prescindere dalle parole dei colleghi Forello e Randazzo, vediamo che di fatto state sciogliendo la minoranza e ci state consegnando una visione diversa degli schieramenti”.

“Per il Pd Palermo oggi è migliore di quella di vent’anni fa – osserva – però nel contempo riteniamo che i problemi della città in questi anni non si sono risolti. Non si può rimanere in mezzo al guado, alla città va dato un segno di svolta immediato: si dia alla città un impianto di cremazione, si dia alla Rap una profonda riorganizzazione della dirigenza, si assicuri con regolarità il servizio della raccolta dei rifiuti, investiamo su Reset e sulle loro maestranze”. A Leoluca Orlando, dunque, il Pd chiede “un segnale forte e inequivocabile. Facci capire se vuoi veramente rimanere alla storia come il sindaco che non ha galleggiato fino a fine mandato”.

14:59 – Giulio Cusumano di Azione chiede alle minoranze “di riflettere, perché, come si dice, l’ottimo è nemico del giusto e del buono. È chiaro che questa è una città con mille problemi e ci sta che le forze della Lega, Fratelli d’Italia o anche Forza Italia, possano additare questi mali al sindaco e alla giunta, ma state confondendo il cittadino ed elettore – sostiene –. Quell’elettorato che oggi voi state confondendo era quell’area politica verso la quale voi dovevate tendere ponti, non scavare la trincea oggi. Io ho votato Leoluca Orlando e io rimango coerente. Noi abbiamo vinto le elezioni e noi andremo al termine. Non si abbandona la barca”.

14:40 – Prendono parte al dibattito le forze di maggioranza. Interviene Barbara Evola di Sinistra Comune: “I colleghi non si preoccupino delle frizioni”, dice ai consiglieri intervenuti prima di lei, per poi individuare quelle che ritiene gli “elementi di fragilità” della mozione di sfiducia. “Non indagare le cause dei problemi attribuendolo alla mala gestio rischia di essere un boomerang per chi si ritroverà a governare questa città. Se riteniamo che i problemi sono creati dall’incapacità del Comune, diciamo una cosa non vera – sostiene –. Diciamo invece che in Italia si sono affermati modelli secondo cui ormai il Comune, se è capace, può solo battere cassa”.

Evola fa un plauso alla giunta e alla maggioranza, menzionando una “adesione a un progetto che prima non era stato pienamente sposato. Noi continuiamo a essere un’anomalia nell’aver pensato quale dovrebbe essere il progetto, contrariamente a tutto ciò che vorrebbe il Comune battere cassa con i cittadini e continuare a privatizzare. Questo è il coraggio. Io voto sì al progetto”, conclude, e al sindaco dice: “Dobbiamo avere il coraggio e la forza della radicalità delle nostre scelte”.

14:25 – Claudio Volante del gruppo misto riassume il proprio intervento con una considerazione sull’operato di Leoluca Orlando: “Era consapevole che questa situazione sarebbe arrivata al collasso, ma non c’è stata alcuna programmazione”. In merito agli scandali che hanno riguardato l’edilizia, poi, Volante chiede al primo cittadino: “Lei sa dove si annida il malaffare? Nelle cattive amministrazioni. È chiaro che in tutti questi ritardi della pubblica amministrazione abbiamo lasciato spazi, oltre a far morire di fame tante famiglie e a mortificare molti professionisti”.

14:13 – “Qui non ci siamo noi e voi, qui c’è la città”, attacca Cesare Mattaliano, capogruppo de I Coraggiosi, che si concentra sul problema visto dall’interno: “Lei ha perso di vista la struttura dell’amministrazione comunale – dice a Orlando –. Non si capisce perché se dei dirigenti riescono a scovare dei chilometraggi di Amat non dovuti e pagati si deve smembrare questo servizio, o perché se ne deve sovraccaricare un altro. E poi si torna indietro a ricomporre il puzzle”. Mattaliano d’altro canto fa presente al sindaco “c’è un legislatore che ha previsto la rotazione dei dirigenti, ma ogni anno loro si ritrovano dov’erano. Io credo che lei non abbia contezza del malessere che c’è all’interno dell’amministrazione comunale. La ‘visione’ a cui fa sempre riferimento lei è fallita”.

14:00 – Parla di “immobilismo totale” e “politica da dinosauri” Sabrina Figuccia, fra i ‘battitori liberi’ insieme all’assente Caronia. “In quest’aula oggi abbiamo la possibilità di segnare uno spartiacque, fra un passato che tenta di spacciarsi per presente e un futuro da costruire. Qui non vedo l’entusiasmo né l’energia, e non riesco a trovare alcuna forma di dialogo” con l’amministrazione attiva.

“Posso capire l’assenza dall’Aula, ma dalle commissioni dove ogni giorno lavoriamo?”, chiede Figuccia agli assessori, criticando, come i colleghi intervenuti, la sparizione dai radar della giunta Orlando come risposta alla mozione. “Il mio voto a questa sfiducia sarà favorevole”, conclude.

13:35 – Ugo Forello di OSO apre il suo discorso rimproverando alla giunta una mancanza di autocritica. “Ci siamo sostituiti a un’amministrazione incapace di porre in essere atti, e mai abbiamo sentito un mea culpa. Ecco perché è inutile parlare con lei”, dice a Leoluca Orlando.

“Rappresentano già il passato”, dice Forello del sindaco e dei suoi assessori, parlando agli altri consiglieri. “Se questo consiglio comunale non cambia rotta, nessuno potrà mai ambire alla poltrona di primo cittadino. Usciamo dall’ambiguità, una volta per tutte”.

13:22 – Prende la parola Giulia Argiroffi del gruppo OSO: “Speravo che lei, sindaco, cogliesse l’occasione e con una delle sue frasi a effetto decidesse di liberare la città dalla sua presenza dannosa. Leoluca Orlando ha abbassato così tanto l’asticella dei diritti e doveri dei palermitani che siamo assuefatti a rifiuti, corruzione. Ci ha convinti – prosegue – che un cantiere pubblico può durare anche sei anni più del dovuto, che si possa aspettare un autobus per più di un’ora. Orlando ci ha insegnato che le periferie sono ghetti e che la colpa sia sempre dell’altro, chiunque sia l’altro. Voglio provare a chiedermi il perché, chi e che cosa trae vantaggio da questa situazione”.

“Orlando è troppo in gamba per…”, ripete Argiroffi nell’evidenziare, via via, ognuna delle criticità ravvisate nell’operato del sindaco. Fra queste la mancanza di pianificazione urbanistica, la gestione cimiteriale, le ‘non risposte’ alle interrogazioni, l’assegnazione di ruoli di rilievo a dirigenti con carichi pendenti, l’assenza di provvedimenti disciplinari nei confronti degli accusati di corruzione nell’operazione Giano bifronte.

12:56 – Ancora per FdI è la volta di Mimmo Russo: “Hai cominciato una rappresaglia e hai sbagliato i tempi”, dice al sindaco, commentando la linea dettata alla giunta in reazione alla mozione di sfiducia. “Sindaco, non ti difendo – dice – ma non è solo tua responsabilità. Questa gestione che ti doveva vedere protagonista, questa visione, è stata persa. Ti sei perso nel trasferimento da Amia a Rap e da Gesip a Reset, con due fallimenti in mezzo. I dirigenti che c’erano in Amia ce li siamo ritrovati in Rap, il sistema Gesip è stato trasferito a Reset – osserva –. Non è cambiato nulla”.

“Sei blindato – ammette però Russo a Leoluca Orlando – perché i colleghi della maggioranza hanno un distacco dalla città. Sono convinto che firmando la mozione ti abbiamo fatto un favore. Spero però che questa esperienza di aver ricompattato la maggioranza ci porti fuori dal guado, per fare un buon governo per la città”.

Russo si esprime anche sulla “griglia degli assessori”, rivolgendosi in primis a Maria Prestigiacomo che ha preso il posto di Emilio Arcuri alle Opere pubbliche: “Non si è fatto nulla”, dice riferendosi ai lavori previsti per evitare episodi come l’allagamento di Mondello di due anni fa durante un’alluvione; poi evidenzia come secondo lui il Piano triennale opere pubbliche e il bilancio siano in ritardo. Non esenti da critiche anche gli assessori alla Mobilità e all’Ambiente, Giusto Catania, a cui viene chiesto di “portare avanti quello che fai”, e alla Scuola, Giovanna Marano, accusata di essersi assentata come previsto dalla linea del sindaco in un momento chiave per la scuola palermitana.

12:42 – Francesco Scarpinato, capogruppo di Fratelli D’Italia, contrappone l’attività della giunta a quella di un consiglio comunale che avrebbe sempre mostrato “comunità d’intenti, abnegazione, sacrificio” per far rinascere le partecipate, compiendo anche corse contro il tempo per l’approvazione di atti prioritari. Segni di un rapporto con la giunta “che ormai si è logorato”, tanto da chiedere “un assessore che curasse i rapporti con il consiglio comunale. Il sindaco ha un compito molto importante: la sua prerogativa assoluta è di ascolto, che non c’è stato. Oggi consegniamo un’opportunità e certifichiamo quello che è il naufragio di un progetto”.

Ancora riferimenti ad Amat, che si avvarrebbe di un “piano di risanamento che non risana nulla”, e alla situazione cimiteri che il consigliere comunale ritiene “indecorosa”. Affrontata anche la delega al turismo, appannaggio di Leoluca Orlando, che Scarpinato reputa inadatto a ricoprire per via della sua assenza nel dibattito coi protagonisti del settore. “Orlando ha bisogno di Palermo – chiude – ma Palermo ha bisogno di Orlando?”.

12:34 – A intervenire, ancora per il Movimento, è Antonino Randazzo: “Vorremmo tutti dei servizi efficienti”, dice, chiamando le partecipate “bancomat del consenso”. Anche Randazzo fa riferimento all’assenza di un piano di spazzamento Rap. Poi menziona gli arresti del febbraio 2017 nell’ambito della gestione cimiteriale, e il caso Giano bifronte “con l’arresto di due consiglieri comunali. Abbiamo ancora tempo per il dopo-Orlando”, conclude.

12:34 – Viene chiarito che su disposizione del presidente del consiglio comunale, Salvatore Orlando, non è stato previsto il voto a distanza per i consiglieri non presenti a Sala delle Lapidi. Si tratta di Valentina Caputo del gruppo misto e Marianna Caronia (la sua posizione è stata affidata a un comunicato, in fondo a questa diretta).

12:23 – Viviana Lo Monaco del M5s sottolinea che il sindaco non è “uno sprovveduto, al quale si chiede di avere una bacchetta magica”,e per questo si chiede: “sulla base di cosa dev’essere giudicato? Su parametri assoluti come l’efficienza e l’efficacia. Secondo voi col minore costo siamo riusciti a raggiungere il migliore degli obiettivi? Non possiamo continuare in questo modo”.

Un’accusa che Lo Monaco muove al primo cittadino è di “non aver creato le precondizioni del dopo-Orlando: riuscire a delegare, mettere le persone giuste nelle posizioni giuste in base a competenze, propensioni personali e risultati. Quanti – aggiunge – avrebbero voluto vedere il sindaco per strada in ambiti diversi e non per inaugurare una nuova targa? Penso il sindaco conosca le priorità, e allora devo pensare abbia voluto mettere al primo posto le cose meno importanti?”.

12:12 – Interviene Concetta Amella, portavoce del Movimento 5 stelle in consiglio comunale. “È riduttivo vincolare” alla mozione di sfiducia “lo stato di abbandono in cui la città affonda da tempo – afferma -. Ritengo sia il frutto dell’impostazione che da sempre” il sindaco adotterebbe. Amella osserva che la maggioranza “nel corso di questi tre anni si è contraddistinta per non essersi voluta assumere la responsabilità per delegare alla giunta, che ha svuotato questo consiglio comunale della sovranità finendo per delegittimarlo”. Poi invita i consiglieri di altre vedute ad “assumersi la paternità” della mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni, votando a favore dell’atto.

“Potrei soprassedere forse su tutte le emergenze – continua – ma quella sui cimiteri la definisco sconcertante. La mancanza del rispetto per i morti non è ammissibile per l’ultima città d’Italia. Il sindaco oggi avrebbe dovuto dimettersi solo per un’emergenza che secondo me, non dovesse passare questa mozione, non risolverà. Il sindaco ha fatto la storia di questa città, diciamolo, ma lo ha fatto in tempi diversi. Oggi deve dimettersi”.

11:59 – Alessandro Anello della Lega sostiene che, già all’indomani delle elezioni del 2017, Leoluca Orlando “comincia a scricchiolare e inizia un percorso che oggi ci vede qui. È sotto gli occhi di tutti che le cose in città non vanno – prosegue – e che siamo l’ultima città in termini di gradimento. Nella prima consiliatura c’era un sindaco che viaggiava molto bene e una giunta che cercava di stare vicino; in questa seconda consiliatura siamo allo sbando. Sapete chi è l’assessore allo Sport al Comune di Palermo? Ne abbiamo cambiati quattro. Sapete chi è l’assessore alla Cultura? Ne abbiamo cambiati tre. L’assessore al Bilancio? Ancora si deve nominare. Capiamoci: con un sindaco che va a una velocità ridotta e non adeguata alle esigenze della città e una giunta che fa acqua da tutte le parti, è chiaro che le cose non possono funzionare. Vogliamo provare ad anticipare i tempi?”.

11:48 – Parla Igor Gelarda, capogruppo della Lega in consiglio comunale: “Ci tenevamo che fosse presente, però poteva accadere all’ultimo un taglio di nastro – ironizza rivolgendosi a Orlando –. Questa mozione è un atto di accusa, e se è vero che a citarla in questo giudizio politico sono stati la metà dei consiglieri meno uno (19, ndr), allora” a farlo “sono stati i palermitani”.

“Ho letto – continua parlando al sindaco – che se la mozione non dovesse passare lei ne uscirebbe più forte: non è vero, perché la storia e i palermitani l’hanno già condannata, o meglio, è lei che in questi ultimi anni ha condannato la città alla sporcizia, al buio, al traffico, alle salme accatastate, all’emergenza abitativa e alla ‘psicociclabilità alternativa’. Il consiglio è che lei se ne dovrebbe andare autonomamente, senza mozione di sfiducia, perché lei delle cose buone in passato le ha fatte. Così rischia di essere ricordato come il secondo peggior sindaco della storia di questa città”.

Poi incalza “chi potrebbe non votare questa mozione di sfiducia” fra i colleghi consiglieri, definendoli “responsabili di questo disastro in cui Palermo è umiliata ogni giorno e di ognuna delle 499 bare accastate al cimitero dei rotoli. Qualcuno ha detto che metterà su internet i volti di questi consiglieri. I nomi li metteremo, i volti no, perché forse i palermitani non li vorranno vedere. Stacchiamola, questa spina, per il bene della città. Questa mozione di sfiducia, qualora non dovesse passare, avrà due vittime: Palermo che resterà inchiodata a questa amministrazione politicamente scellerata, ma la seconda, signor sindaco, sarà lei: la maggioranza, nel momento in cui non le voterà contro, gliela farà pesare”.

11:43 – Fabrizio Ferrandelli, capogruppo di +Europa, ribadisce quanto già annunciato su Facebook e annuncia nuovamente di rinunciare al proprio intervento, lasciando “valutazioni neutre ai cittadini” (leggi in fondo alla diretta). “Spero in una convergenza guardando al futuro”, conclude.

11:35 – È il turno di Andrea Mineo, consigliere di Forza Italia, che descrive Orlando “protagonista di una narrazione favolosa, nella quale tutto andava bene; ebbene i successi di questa amministrazione si contano sulle dita di una mano, in una realtà di disservizi”. Fra le accuse mosse alla giunta, Mineo denuncia la fuga dei giovani palermitani in cerca di lavoro e menziona anche l’ultimo posto dell’amministrazione “in tutte le classifiche demoscopiche”.

11:04 – Interviene Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia e vicepresidente del consiglio comunale. “Quando le cose non vanno è il momento in cui si chiede di cambiare – dice –. Noi dobbiamo cercare di comprendere il perché nascono le cose. È il lontano 2012 quando lei, signor sindaco, viene eletto con un programma per portare avanti questa città che usciva da un periodo difficoltoso. Per i cinque anni, tra tanti salti e una situazione difficilissima della Rap, è andata. Nella seconda fase però, attingendo all’anticipo di tesoreria, alle generazioni future abbiamo lasciato un debito”.

Tantillo attacca Orlando anche sulla gestione delle partecipate: quella di Rap per via dell’assenza di un piano di spazzamento che “ancora non esiste”, e quella di Amat dal punto di vista del contratto di servizio con l’azienda dei trasporti, definito “il peggiore” e “un grave errore”, che ancora tarda ad arrivare in una versione aggiornata. Quanto alla mobilità, il consigliere di FI accusa Leoluca Orlando e la giunta di aver ignorato il consiglio comunale nella definizione delle misure che riguardano Ztl, pedonalizzazioni e piste ciclabili, considerando queste ultime un progetto “approssimativo”.

Poi affronta l’argomento cimiteri, definendo quello di Ciaculli “una scommessa: la delibera è rimasta in un cassetto e non si trovava – dice – e la gente non ha una degna sepoltura. Ma ancor di più non può esprimere la volontà di essere cremata”, aggiunge, riferendosi ai continui guasti all’attuale forno e all’assenza di uno nuovo. “Si metta in macchina e faccia un quartiere al giorno”, è l’invito al sindaco con cui si chiude l’intervento.

10:31 – Apre Cesare Mattaliano, capogruppo de I Coraggiosi e presidente della commissione Garanzia e trasparenza del Comune, che espone le motivazioni alla base della mozione di sfiducia.

10:31 – Inizia la seduta del consiglio comunale. Presenti in Aula il sindaco, Leoluca Orlando, e la giunta al completo.

09:56 Marianna Caronia annuncia che non parteciperà al dibattito. “Ho appreso che il presidente del consiglio comunale (Salvatore Orlando, ndr), nonostante le richieste formali venute da più consiglieri e da una commissione, ha deciso di imporre che la seduta di oggi si svolga unicamente in presenza – fa sapere il consigliere comunale – senza permettere il collegamento a distanza. È una scelta incomprensibile, alla luce degli ottimi risultati garantiti dal metodo a distanza anche sotto il profilo formale, ed è una scelta irresponsabile alla luce della recrudescenza dei contagi da Covid-19. “Le mie posizioni sono note a tutti – prosegue Caronia – per cui sarò presente a Sala delle Lapidi unicamente al momento del voto. Stiamo assistendo ad un comportamento che non ci si aspetterebbe dal presidente del consiglio comunale della quinta città d’Italia, dietro il quale mi auguro non ci sia alcun disegno politico”.

08:26 – Fabrizio Ferrandelli rinuncia all’intervento in Aula, ma non senza attaccare l’amministrazione comunale. Il leader di +Europa al consiglio comunale lo annuncia su Facebook: “Ho preferito lasciare le motivazioni che mi hanno portato a presentarla al racconto che di questi anni ha fatto la stampa – scrive sul social -. Rinuncio al mio intervento in aula (sicuramente troppo appassionato e di parte) offrendo, invece, ai miei colleghi consiglieri, al sindaco e a voi tutti, una selezione dei link di alcuni delle centinaia di articoli di giornale che raccontano inefficienze amministrative e difficoltà gestionali (anno dopo anno dal 2015 ad ieri – i primi due anni e mezzo li ho dati di rodaggio). Ritengo sia stata la scelta più equilibrata!”.


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