Green pass: la protesta è un diritto, ma vaccinarsi è meglio

Green pass: la protesta è un diritto, ma vaccinarsi è meglio

La realtà è che il vaccino ci sta salvando.

La protesta, ogni protesta, è uno strumento di libertà, purché sia contenuta nei limiti consentiti. Nessuno ha il diritto di offendere, come tutti hanno il diritto di non essere offesi. La violenza, verbale o fisica, è immancabilmente da condannare. Ieri, a Palermo, e in altre città italiane, è andata in scena una manifestazione che ha sottolineato la cronaca di questi giorni, adesso che le voci di tutti precipitano in un calderone indistinto. A prescindere dal contesto specifico, bisogna sempre distinguere le motivazioni delle singole persone, perfino in adunate collettive (spesso senza prudenza) segnate da una parola d’ordine, perché poi ognuno rielabora in modo individuale il grido di sofferenza che ha dentro.

C’è la protesta di quelli che stanno morendo economicamente, come i gestori delle discoteche che lamentano pochi ristori e un mercato abusivo delle feste che li sta danneggiando. Ed è difficile non prestare ascolto, con il cuore in mano, a padri di famiglia con ottime ragioni per vivere uno stato d’animo di smarrimento. C’è la protesta contro il Green pass che ha varie coloriture e si può discutere sul confine complicato dei diritti e della sicurezza, sempre che si voglia il dialogo. E poi, però, ci sono quelli che hanno abboccato a una narrazione No Vax che mette insieme ‘la dittatura sanitaria’, la dittatura tout court, surreali complotti, addirittura il nazismo (che non c’entra niente). E qui siamo fuori dal dato di realtà. Perché la realtà dice due cose: che il Covid purtroppo esiste e che i vaccini ci stanno salvando.

Basta ragionare su un semplice fatto: i contagi aumentano, anche in Sicilia, ma il numero dei ricoveri e delle vittime resta relativamente ‘basso’. E’ un aggettivo che non ci piace ‘basso’ nel riferire di lutti incommensurabili. Tuttavia, le cifre ci aiutano a capire che la percentuale del peggio è fortemente limitata rispetto all’incremento dei casi (chi non ci crede sfogli le statistiche di un anno fa). Cosa significa? Che il vaccino ci sta proteggendo e garantendo ‘l’immunità da cimitero’, come dice il professore Massimo Galli. Sembra poco? A noi no. Bisogna cercare di non fare risalire troppo la curva, con prudenza, per limitare i danni ed è necessario vaccinarsi: pure questo è un dato di realtà.

Vogliamo mettere da parte le percentuali? Ascoltiamo quello che dicono i medici. Professionisti della sanità seri e coscienziosi, non ispiratori di un complotto mondiale che non esiste. “I numeri parlano chiaro: muore in Rianimazione e va in Rianimazione solo chi non è vaccinato”: sono parole del professore Cristoforo Pomara, un’autorità scientifica. E non sono nemmeno tanto originali. Tutti i medici (i medici, non il rispettabilissimo avventore a vario titolo del bar) ripetono la stessa cosa.

Quindi, caro No Vax, se magari sei diventato, nel frattempo, un dubbioso e quindi sei un Forse Vax o un Buh Vax, protesta pure quanto vuoi, nei limiti della decenza e della legge e senza diventare un violento. Poi, recati di corsa al primo hub vaccinale disponibile. Protestare è un diritto. Vaccinarsi è meglio.


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