“Il Cts si era espresso sulla scuola altre volte in passato, sottolineando che non è la scuola a trainare il contagio e anche oggi, forse, ridiremmo la stessa cosa. Il Cts ha sposato la linea del governo: fare tutto il possibile per tenere aperte le scuole”. Lo dice in un’intervista a ‘La Repubblica’ Donato Greco, infettivologo e epidemiologo, membro del Comitato tecnico scientifico.
LEGGI ANCHE: Falsi green pass, inchiesta ad Ancona con 50 indagati
“Nel Cts c’è sempre il dibattito, ma su 59 riunioni, noi 10 membri alla fine abbiamo sempre raggiunto l’unanimità. Non è poco. Rispetto all’impatto della scuola sui contagi, tutti gli anni, da decenni, le vacanze natalizie facevano precipitare la curva di incidenza dell’influenza – ricorda – quest’anno le scuole sono state chiuse il 22 dicembre e quella tendenza non si è vista con il Covid, che al contrario è esploso – ha aggiunto Greco – la sospensione scolastica quindi è stata ininfluente. Allora perché privare bambini della scuola?”.
LEGGI ANCHE: Super green pass, in vigore da oggi le nuove regole
“Ci potranno essere più contagi ma in parte – ha continuato l’infettivologo – saranno dovuti a questa frenesia degli screening scolastici, quelli fatti con il salivare, scientificamente insulsa”.
Greco si è espresso anche sull’obbligo vaccinale per gli over 50: “Sarà utile anche se ogni obbligo è la sconfitta delle politiche di salute pubblica, che dovrebbero far sì che la prevenzione sia scelta con convinzione dai cittadini. Adesso però non c’è un’altra strada, abbiamo oltre 5 milioni di non vaccinati che, ancora a causa della Delta, sostengono il ricovero. Limitare l’obbligo agli over 50 basta per arginare la pressione ospedaliera, non della diffusione del virus che invece è sostenuta da giovani e bambini. Si tratta di una soluzione intermedia rispetto all’obbligo totale. Questo virus ha forte stagionalità, ma aumentando le vaccinazioni ai ritmi con i quali stiamo procedendo, tra un paio di settimane i suscettibili si ridurranno”.

