Schifani a Catania e il nuovo "patto dell'arancino"

Schifani a Catania e il nuovo “patto dell’arancino”

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Le tappe del tour etneo.

CATANIA – Il tour catanese del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, Renato Schifani, si apre con una riunione alla sede di Confartigianato Catania e un incontro con i rappresentanti di Confindustria e Ance Catania. L’ex presidente del Senato, “scortato” dall’assessore Marco Falcone, dall’onorevole Stefania Prestigiacomo e dalla senatrice Urania Papatheu decide di impostare la tappa catanese all’insegna dell’unità. Nel pomeriggio, infatti, inaugurerà il proprio comitato elettorale insieme i candidati della coalizione ma non prima di avere pranzato in un luogo simbolo per il centrodestra siculo: la trattoria del Cavaliere dove 5 anni fa si siglava l’ormai celebre “patto dell’arancino”. I beneinformati assicurano la presenza di big etnei di primissimo piano (dai salviniani Luca Sammartino e Valeria Sudano all’autonomista Raffaele Lombardo). In attesa dell’ora x (o se vogliamo del momento più gustoso della giornata politica siciliana) il candidato macina kilometri e incontra le categorie produttive.

“Dalla sinistra solo anatemi”

A margine dell’incontro con gli industriali Schifani, rispondendo alle domande dei cronisti, coglie la palla al balzo per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. In primo luogo replica al vice presidente del Pd che si è detto preoccupato per la gestione dei fondi del Pnrr da parte del centrodestra in termini di infiltrazioni mafiose. “Non capisco da quali fonti possa dedurre queste informazioni. E’ chiaro che siamo in campagna elettorale e che Provenzano per adesso le spara grosse anche perchè i siciliani non si ricordano un ministro del Sud chiamato Provenzano. Io non voglio fare polemica: è la sinistra che sapendo di perdere lancia degli anatemi e fa del terrorismo che non ci appartiene”, dice Schifani. “Voglio essere rassicurante nei confronti dei siciliani – continua – siamo persone serie e sono circondato da colleghi che nella loro attività politica hanno dimostrato di esserlo. Anzi, recupereremo quello che non è stato fatto durante i governi della Sinistra, in primis durante il governo Crocetta”. Poi torna sulla questione degli assessorati e della squadra di governo.

Assessori: la matassa da sbrogliare

No agli assessori tuttologi, sì a quelli politici che hanno competenza nel settore che saranno chiamati ad amministrare”.  Sui tecnici ci sarà “un sì subordinato”: cioè a chi ha maturato un’esperienza politica. Schifani argomenta così mettendosi al riparo dalla bufera (nei giorni scorsi infatti Gianfranco Miccichè aveva avanzato il desiderio di guidare l’assessorato alla Sanità). E avvisa: “Se qualcuno vuole farci apparire divisi, si sbaglia”. Anche se lotta per i posti in giunta è appena all’inizio e non sarà una matassa facile da sbrogliare. 

L’adesione di Totò Cardinale

Nel frattempo nel centrodestra si “aggiunge un posto a tavola”. Schifani plaude all’adesione dell’ex ministro Totò Cardinale che ieri lo ha accolto nella roccaforte di Mussomeli (nel nisseno) insieme auna truppa di amministratori locai. Schifani incassa il sostegno dell’ex ministro. “L’evento di ieri mi ha molto gratificato, tra l’altro i rapporti tra me e Cardinale sono stati sempre improntati al rispetto reciproco seppure su sponde diverse: ha ritenuto di fare questa scelta che ho apprezzato e penso come me tutta la coalizione, una scelta che rafforza la posizione dell’area moderata del centrodestra ma la politica è fatta di dinamiche quindi ben venga questo rafforzamento e questa collaborazione con un uomo che ha dimostrato di avere grande equilibrio e come ho visto ieri grande presenza nel mondo degli amministratori”, dice Schifani ai cronisti prima di incontrare gli imprenditori edili segnando un punto in suo favore. 

Gli applausi degli imprenditori

Sulla burocrazia ascolterò tutti ma non darò seguito alle segnalazioni dei partiti su questo o quel direttore generale che va nominato anche se non è in grado, l’efficienza della burocrazia è una difesa strategica su cui serve un cambiamento”, spiega Schifani in sala strappando l’applauso degli industriali. “I ritardi che arrivano fino a 4 anni per le autorizzazioni costituiscono un dato allarmante che offende la dignità della Sicilia e offende chi vuole investire nella nostra terra. È inaccettabile che si attendano anni per ottenere una concessione. Il nostro territorio non può essere frenato perché offre straordinarie opportunità”, dice ancora.La platea riserva un altro accorato applauso quando il presidente di Ance Sicilia, Santo Cutrone chiede a Schifani di dare continuità con Marco Falcone in giunta. Ma per la composizione della squadra di governo i tempi sono decisamente prematuri. 


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