Si è aperto lunedì 27 ottobre a Parigi il processo per diffamazione contro dieci persone accusate di aver diffuso online false informazioni e insulti nei confronti di Brigitte Macron.
Gli imputati — otto uomini e due donne di età compresa tra i 41 e i 60 anni — dovranno rispondere di accuse legate a una campagna di fake news che, a partire dal 2021, ha preso di mira la première dame di Francia con teorie complottiste sulla sua identità sessuale. Rischiano fino a tre anni di carcere e una multa di 45 mila euro.
Secondo l’inchiesta condotta dalla procura francese, gli imputati avrebbero pubblicato e rilanciato sui social network contenuti in cui si sosteneva che Brigitte Macron fosse in realtà una donna transgender, insinuando che la differenza d’età con il marito, il presidente Emmanuel Macron, fosse legata a una presunta “pedofilia”.
La denuncia era stata presentata dalla stessa Brigitte Macron il 27 agosto 2024, insieme al marito. Da allora, erano seguiti diversi provvedimenti giudiziari e fermi. Tra gli imputati figurano un insegnante, un gallerista, un politico, un informatico e una medium.
“Brigitte Macron è un uomo”, da dove nasce la bufala
Tra le affermazioni finite all’attenzione della procura anche quella secondo cui la moglie del presidente, nata Brigitte Trogneux, “non sarebbe mai esistita” e che il fratello, Jean-Michel Trogneux, avrebbe assunto la sua identità dopo una presunta “transizione di genere”.
La teoria complottista di stampo transfobico è nata subito dopo l’elezione di Emmanuel Macron nel 2017. In poco tempo ha varcato i confini francesi, trovando ampia eco soprattutto negli Stati Uniti. È lì che la coppia presidenziale ha avviato un’azione legale contro la podcaster ultraconservatrice Candace Owens. Quest’ultima è autrice della serie di video “Becoming Brigitte”, in cui rilanciava le false voci sull’identità della première dame.
Alcuni degli imputati nel processo francese avrebbero a loro volta condiviso e rilanciato i contenuti della stessa influencer pro-Trump. Tra questi, una falsa copertina della rivista “Time” manipolata per presentare Brigitte Macron come “uomo dell’anno”.
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