Scogliera d’Armisi: “La darsena non avrebbe evitato i danni”

Scogliera d’Armisi, gli ambientalisti: “La darsena non avrebbe evitato i danni”

In risposta al presidente dell'Autorità di sistema portuale della Sicilia Orientale
ciclone harry
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CATANIA – Il Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d’Armisi, insieme a Volerelaluna Catania, LIPU Catania, Comitato per il Parco di Monte Po’–Vallone Acquicella e WWF Sicilia Nord Orientale, realtà da anni impegnate nella battaglia per la tutela della Scogliera d’Armisi, intervengono dopo le parolebdel presidente dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale, Francesco Di Sarcina. Al documento aderisce anche il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Graziano Bonaccorsi.

Le parole di Di Sarcina

Le associazioni contestano quanto affermato in un’intervista, secondo cui “la darsena vicino la Scogliera d’Armisi avrebbe evitato la distruzione dei binari” danneggiati dall’uragano mediterraneo che ha colpito la costa orientale siciliana. A loro avviso, si tratta di affermazioni che rischiano di generare confusione e che appaiono come “una excusatio non petita”.

Secondo i firmatari, per ottenere un effetto di protezione reale sarebbe stato necessario realizzare un molo molto più esteso, largo e alto almeno quanto la diga foranea, con opere sommerse che avrebbero comunque compromesso scogliera e fondali. Un intervento che avrebbe dovuto svilupparsi verso est, fino alla prima grotta della Scogliera d’Armisi, con un impatto ambientale ben più grave di quello dichiarato.

Viene inoltre sottolineato come le volumetrie previste nell’area, con edifici alti fino a 24 metri, sarebbero state “del tutto squassate da un evento come quello che si è verificato”, dimostrando l’inadeguatezza di una forte urbanizzazione in un’area costiera fragile.

Mutamenti climatici

Le associazioni respingono anche il richiamo all’eccezionalità dell’evento e alle serie storiche. “Oggi negare i mutamenti climatici è un crimine”, ha ricordato di recente il ministro Nello Musumeci, un’affermazione che viene richiamata per evidenziare come i dati del passato non siano più sufficienti a valutare rischi in un contesto climatico e territoriale profondamente mutato.

La conclusione delle associoazioni è netta: se la darsena turistica prevista dal Piano regolatore del porto fosse stata realizzata, oggi Catania conterebbe strutture turistiche distrutte e danni ben più gravi. “La difesa intelligente della natura è il vero investimento”, affermano i firmatari, sottolineando come la tutela degli ecosistemi costieri sia la condizione necessaria per uno sviluppo sicuro e duraturo della città.


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