Vannacci, quanto vale in Sicilia?

Quanto vale Vannacci in Sicilia? Il ‘Mondo al contrario’ del generale

Vannacci
Le prime voci e le prospettive. Aspettando le urne

PALERMO – “Se avanzo seguitemi…”. Se Roberto Vannacci facesse sue le parole più celebri del generale Henri de La Rochejaquelin, voltandosi indietro, dopo aver solcato – sul traghetto – lo Stretto di Messina, scoprirebbe di essere, per il momento, praticamente solo. Almeno riguardo ai potenziali compagni di viaggio di ceto politico. Poi, si vedrà il peso specifico del generale, eventualmente, nelle urne.

Del popolo siculo che la scorsa estate sventolava, a Torre Faro, impettito, la bandiera della Lega, quasi nessuno oggi ha scelto di schierarsi al suo fianco, stando alle prime voci. E mentre in Italia qualche sondaggio lo dà al 4,2%, la Sicilia appare – per ora – come una sorta di ‘Mondo al contrario’ per Vannacci.

Sicilia, il ‘Mondo al contrario’ di Vannacci

Non c’è sondaggio che tenga, se perfino Cosimo Oteri, consigliere comunale leghista di Messina, che aveva lanciato la prima truppa vannacciana dell’isola si ritrae. “Eravamo quattordici – spiega -. Lo avevamo accolto con entusiasmo nel partito, formando il ‘team Vannacci’ con due consiglieri circoscrizionali. Ha scelto di fare questa strada solitaria senza coinvolgerci, noi resteremo nella Lega, penso che certe azioni vadano concertate con il territorio e lui non lo ha fatto”.

Lo sbarramento di Furci Siculo

Sempre nel Messinese c’è uno dei pilastri del partito di Salvini: Matteo Francilia è stato tra i primi amministratori in Sicilia ad aderire alla Lega. Adesso, da sindaco di Furci Siculo, sta lottando contro i danni del ciclone Harry. Su Vannacci non ha dubbi: “Non ci sarà assolutamente alcuna ripercussione, perché Vannacci non è neanche considerato e le persone neanche lo pensano per il semplice fatto che il popolo siciliano ha una grande dignità”.

Francilia bolla Vannacci come “inaffidabile”, perché “è stato eletto nella Lega e ha utilizzato il partito per il proprio scopo personale e se ne è andato, come hanno fatto anche altre persone al mercato delle vacche. Lui finirà nel dimenticatoio”.

Francilia coordina i 400 amministratori che fanno parte della Lega in Sicilia, “nessuno ha deciso di seguirlo – assicura – perché noi pensiamo a dare risposte ai cittadini in difficoltà, ecco perché lui dovrebbe lasciare lo scranno in Europa, visto che lo ha scippato al partito. Vannacci dovrebbe candidarsi a sindaco da qualche parte, invece di fare l’urlatore seriale. Noi restiamo con Salvini, che è una persona che mantiene ciò che dice”.

Sammartino: “Vannacci in Sicilia non ha entusiasmato”

Luca Sammartino, il deputato regionale, re delle preferenze, non ha dubbi: “Non esiste una questione Vannacci nel Mezzogiorno del Paese, ma soprattutto in Sicilia. Non credo che Vannacci abbia entusiasmato più di tanto i cuori dei nostri concittadini”. “Gli auguro di fare un buon cammino, mi sembra che sia partito in solitaria e credo che il mondo che prova a rappresentare – conclude Sammartino – sia davvero lontano dalla nostra storia e dalla nostra cultura”.

E da Palermo Vincenzo Figuccia, altro deputato regionale del Carroccio, è sicuro che “Vannacci, dopo questa capriola, non riuscirà ad attecchire in Sicilia: qui la Lega è ormai un partito profondamente radicato nei territori, grazie a un lavoro costante e alla fiducia costruita giorno dopo giorno con i cittadini. Dopo tante dichiarazioni su onore e coerenza, non può passare inosservata la distanza tra parole e fatti. In politica la credibilità è tutto: servono anni per costruirla e bastano pochi passaggi per bruciarla. Le promesse disattese, prima o poi, presentano sempre il conto”.

Germanà: “La Lega non è un approdo di convenienza”

Nino Germanà, senatore e segretario regionale del Carroccio In Sicilia, sottolinea di “aver accolto con rispetto l’ingresso di Roberto Vannacci nella Lega”. Ma il partito guidato da Salvini, aggiunge, “non è un approdo di convenienza, ma una storia lunga, fatta di militanza, sacrifici e passione”.

“Quello di Vannacci – precisa il capogruppo all’Ars Salvo Geraci – è un tentativo velleitario. La scelta di uscire dalla Lega non ha alcun ancoraggio nella classe dirigente. Non penso che in Sicilia ci sia spazio per l’azzardo del generale Vannacci che ha dimostrato di essere più che un uomo di partito un solista. Vale la pena dire che tra il dire e fare c’è di mezzo il mare”.

Il ‘no’ di Messina e Trantino

E’ ovviamente comprensibile che gli ex compagni di viaggio abbiano dei ‘risentimenti’. Ma anche oltre il perimetro dei leghisti arrivano prese di distanza. E’ il caso di Manlio Messina, già Fratelli d’Italia, oggi deputato iscritto al Gruppo Misto, dopo un addio con i meloniani che ha fatto rumore.

Ecco cosa scrive Messina su Facebook: “Apprendo dai giornali la notizia di un mio presunto ingresso nel partito del generale Vannacci. Una ricostruzione che smentisco in modo netto. Il mio partito, in oltre 35 anni di onorata carriera politica, è stato uno solo e continuerà a esserlo. Non esiste alcuna ipotesi di adesione a nuove formazioni né di cambi di collocazione politica. Il mio percorso è sempre stato improntato alla coerenza: o si resta dove si è sempre stati, oppure si smette di fare politica”.

Ultimo, finora, in ordine di tempo, il sindaco di Catania, Enrico Trantino, in una intervista con LiveSicilia.it: “Sono sempre esistite fronde e diaspore; ma la maggior parte si sono sciolte nel nulla. Non si possono costituire movimenti politici sulla base di una visione destruens, che contestualmente non ne abbia un construens percorribile. E non mi sembra vi siano spazi per proposte che non facciano già parte dei programmi dei partiti esistenti”. “Se avanzo…

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