Palermo, le nuove "mazzette" per i medici? Aragoste e gamberoni

Aragoste, gamberoni e astici: insolite “mazzette” per “medici corrotti”

mazzette
Le intercettazioni della nuova inchiesta sulla sanità

PALERMO – “L’avutra vota mi purtò (l’altra volta mi portò ndr) qualche 20 aragoste… chistu ri… Barbanera, officine Barbanera, oggi scampi… mi runa igamberoni picchi iddu avi l’officina a Mazara del Vallo”, diceva Leonardo Gaziano, medico dell’Asp di Palermo addetto alle prestazioni di specialistica ambulatoriale dell’Asp di Palermo. Le intercettazioni della squadra mobile svelerebbero una nuova forma di mazzette.

“Mazzette ai medici”: aragoste, gamberoni e astici

Il medico stava parlando con Biagio Mendolia della generosità di Massimiliano Contino. Entrambi sono amministratori di società che vendono materiale ortopedico. Erano intercettati e secondo la Procura di Palermo, che ne chiede l’arresto, hanno consegnato alle registrazioni le prove del patto corruttivo. Le tangenti si pagavano anche con aragoste, gamberoni, polpo e astici. Gaziano è stato fotografato dai poliziotti della squadra mobile mentre usciva dall’ufficio con i tipici contenitori in polistirolo usati per conservare i prodotti ittici.

Il meccanismo per assicurarsi forniture e certificati per le pensioni di invalidità sarebbe stato oliato con le mazzette. Il faccendiere Giuseppe Nicoletti raccoglieva le pratiche dei clienti e le passava a Gaziano. Secondo i pm Gianluca De Leo e Adrea Zoppi, i certificati venivano rilasciati senza neppure visitare i pazienti. Decisiva è stata la collaborazione di un indagato che di mestiere fa il tecnico ortopedico e lavora per una società di prodotto sanitari. Per un periodo ha fatto da autista a Gaziano, lo accompagnava in giro per le visite domiciliari.

“Questa pratica va seguita in una certa maniera”

Ecco cosa diceva Nicoletti ad uno dei tanti clienti per giustificare la pretesa di 5.000 euro: “Questa è una pratica che va seguita in una certa maniera altrimenti siamo sempre là, punto e a capo e lettera maiuscola. Io per una pratica del genere, quando arrivano i picciuli nel conto corrente, cifra fìssa! (…) Cinquecento neanche guardo le pratiche. Io sono un professionista e le pratiche… è difficile che questa pratica la posso perdere. Le spiego perché… perché è mancante di tre, quattro cose; se era mancante
di cinque sei cose c’avissi addumannatu tantu. Però qua si può lavorare, ci si può lavorare”.

Ad un altro cliente spiegava: “Quando passa a migliore vita... eventualmente di quello che arriva dividiamo a metà… dopo un anno muore mischino senza essere chiamato a visita, noi chiediamo, si chiama la pratica post mortem, chiediamo all’Inps di valutare la persona in base a quelle patologie che aveva durante la sua vita. Se viene valutato in modo positivo e arrivano 5.000 euro, 2.500 sono i miei e 2.500 sono i suoi. Se arrivano 50.000, 25.000 sono i miei e 25.000 sono i suoi, mentre se la pratica va normale, è la cifra che vi ho detto l’altro giorno”.

Le pratiche andavano sistemate a dovere e qui sarebbe entrato in gioco Gaziano che prescriveva busti e scarpe ortopediche fornite da Biagio Mendolia, un altro imprenditore che rischia l’arresto. “Ti ricordi che ti dissi che era bloccata la pratica? Era bloccata perché… aveva dimenticato di metterci l’articolo 18; l’ho rifatta fare all’ortopedico e mi ha detto… per ora va bene così”, raccontava Gaziano che poi sarebbe passato all’incasso.

“Te ne pago tre”

Te ne pago 3… 2 – 4 – 6 – 8 -10-12 -14 -16 -18 -28… Ok?”, diceva Nicoletti mentre si sentiva in sottofondo il conteggio delle banconote.

A volte era Nicoletti a suggerire Gismondo Brunetto, medico fisiatra del presidio ”Enrico Albanese” sempre dell’Asp 6 – anche su di lui pende una richiesta di arresti domiciliari – a suggerire le prescrizioni: “Gli devo prescrivere carrozzina?”; “Si”. Il faccendiere dava indicazioni precise al medico: “C’era questa prescrizione della carrozzina pure e gliela mettiamo pure qua non so se te lo avevo detto… “.

Lo schema si sarebbe ripetuto anche nei rapporti con il terzo medico per cui i pm chiedono gli arresti domiciliari, Sonia Alcamisi, psicologa specialista in neuro-degenerazioni che ha avuto una collaborazione, scaduta nel 2025, con l’ospedale “Buccheri La Feria-Fatebenefratelli” e con la Sanicam. “La vita dura è. Tieni qua, sono altre due queste che te le pago in anticipo”, disse una volta Nicoletti ad Alcamisi.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI