Ieri, una affettuosa porzione di Palermo ha ricordato dolcemente Michele Calascibetta nei locali del centro di ascolto Don Orione di cui lui fu uno dei fondatori. Calascibetta, personaggio importantissimo per la scuola siciliana e non solo, con un curriculum nutritissimo, manca da un anno.
Una figura pubblica nota e stimata da tutti. Sempre pronto ad aiutare il prossimo, i giovani fragili, chiunque avesse bisogno. Sempre reperibile per un soccorso, per un consiglio, per un incoraggiamento. La memoria tessuta nei locali del Don Orione ha reso omaggio a un percorso forte e coerente.
Michele Calascibetta era ed è un grande palermitano. Una persona generosa, competente, brillante. Un uomo che ha seminato per gli altri, restando un passo indietro, in tutta umiltà. Impeccabile nel suo lavoro, estroverso, ironico e sagace, nel privato.
Tifosissimo del Palermo, con un aplomb che mal dissimulava la temperatura di una passione: le sue escursioni allo stadio con il carissimo Fulvio e con altri amici hanno ancora un’eco indimenticabile.
Ieri, per l’appunto, il Palermo ha vinto, nel giorno della commemorazione con apposizione di una targa. Michele qualche minuto prima della rete iniziale, dalla sua tribuna specialissima, avrà sicuramente mormorato come soleva fare: “Sento che il gol sta maturando”. E poi avrà sorriso.

