PALERMO – Giovanni Avanti bacchetta Domenico Tucci. L’ex presidente della Provincia di Palermo, infatti, non ha mancato di polemizzare con il suo successore, il generale Domenico Tucci nominato commissario dal governo Crocetta, per un cambio nel cda dell’Opera Principe di Palagonia.
Ieri, infatti, con propria determinazione, Tucci ha estromesso Massimo Riccobene, designato da Avanti nel dicembre scorso, per sostituirlo con Gaetano Turrisi: il tutto perché, secondo quanto si legge nella determina, si trattava di una nomina fiduciaria che è quindi venuta meno con la fine del mandato di Avanti. E che Riccobene sia vicino all’ex presidente lo dimostra la nomina, fatta nell’ultima giunta utile di Avanti, di Riccobene nella fondazione Sant’Elia. “Un commissario straordinario designato dalla Regione a governare un ente che si avvia verso una radicale trasformazione dovrebbe attenersi all’ordinaria amministrazione e non procedere a nomine di carattere prettamente politico – ha tuonato Avanti nelle vesti di presidente dell’Urps – una nomina assolutamente inopportuna che sconfina in un terreno politico non consono al mandato commissariale, in una fase delicata che per le Province richiede ben altre attenzioni, legate all’attuale situazione finanziaria e alle diverse emergenze che ne derivano in termini di erogazione dei servizi e di stipendi per il personale”.
Sempre oggi l’Urps ha chiesto alla Regione un urgente intervento finanziario all’interno della manovra di assestamento di bilancio per assicurare fino al prossimo 31 dicembre i servizi essenziali ed evitare in alcuni casi lo stato di dissesto delle province. Fra tagli dello Stato e della Regione – ha sottolineato il Presidente Avanti – nel corso dell’ultimo anno le Province siciliane hanno subìto una decurtazione di 150 milioni di euro. La Regione ha fra l’altro trattenuto una quota di 10 milioni dell’addizionale Enel. L’incontro di oggi con l’assessore Patrizia Valenti è servito dunque a socializzare i problemi e a mettere a punto una strategia finanziaria comune che tenga sempre conto delle specificità territoriali, senza pregiudicare l’erogazione dei servizi. Le nove Province siciliane dati alla mano hanno dimostrato di avere ottimi rating di bilancio e buone capacità di indebitamento, ma di fronte a tagli così pesanti è evidente che qualunque equilibrio finanziario rischia di saltare”.

