La Cassazione annulla senza rinvio l’ordinanza di custodia cautelare e scarcera Filippo Piritore. A darne notizia sono gli avvocati Gabriele Vancheri e Gianluca Tognozzi, che assistono l’ex funzionario della squadra mobile di Palermo ed ex prefetto indagato per il depistaggio delle indagini sull’omicidio dell’ex presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella.
Si trovava agli arresti domiciliari dallo scorso fine ottobre. La misura cautelare era stata confermata dal Tribunale del Riesame. Ora l’annullamento dei supremi giudici.
Il guanto e l’ipotesi depistaggio
Sentito dai pm sul guanto trovato il giorno del delitto a bordo della Fiat 127 utilizzata dai killer, mai repertato né sequestrato, secondo i magistrati, Piritore avrebbe reso dichiarazioni rivelatesi del tutto prive di riscontro, con cui avrebbe contribuito a sviare le indagini.
A quel tempo Piritore lavorava alla squadra mobile di Palermo sotto la guida di Bruno Contrada, poliziotto dei misteri condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e risarcito per l’ingiusta detenzione (la Corte europea ha stabilito che quando gli fu contestato il reato non era “sufficientemente chiaro” da un punto di vista normativo). Una carriera di primo piano quella di Piritore, che è stato anche questore a Caltanissetta, L’Aquila e Genova, e prefetto di Isernia.
Sette anni fa l’allora procuratore di Palermo Francesco Lo Voi voleva fare analizzare di nuovo il guanto nella speranza di trovare tracce di Dna. Solo che il reperto era sparito. Non era né alla Scientifica, né all’ufficio corpi di reato del Tribunale.
Omicidio Mattarella, le nuove indagini
Da qui sono partite le nuove indagini sull’omicidio Mattarella, fratello dell’attuale presidente della Repubblica. Le fotografie dell’epoca mostravano la presenza di Piritore in via Libertà. Convocato dagli agenti della Direzione investigativa antimafia confermò di avere preso il guanto e di averlo consegnato ad un collega della Scientifica. Nella sua ricostruzione, però, secondo l’accusa, nomi e circostanze non quadrano.
Nel nuovo fascicolo sull’omicidio ci sono ci sono due indagati, i mafiosi Antonino Madonia e Giuseppe Lucchese.
La difesa ha impugnato il provvedimento, sostenendo l’inconsistenza nel merito delle accuse ma anche che Piritore andava sentito come indagato con l’assistenza di un difensore e non come persona informata sui fatti.

