Palermo, lite fra vicini: "Racconto inverosimile", fratelli assolti

Lite fra vicini, corsa in ospedale: “Storia inverosimile”, fratelli assolti

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La vittima raccontò di avere percorso a piedi 10 chilometri in 40'

PALERMO – Troppi buchi e imprecisioni nel racconto della parte offesa, con alcuni passaggi logicamente inspiegabili. Così può essere riassunta la tesi difensiva che ha fatto breccia in Tribunale. Il giudice monocratico Stefania Gallì ha assolto i fratelli G.C., e T.C. dall’accusa di lesioni aggravate.

La presunta vittima raccontò di una lite con i vicini in campagna, in contrada Principe a Partinico. Prima sarebbero volate parole grosse del tipo “ti ammazzò, tu butto dal balcone”, poi passarono alle mani. Infine uno dei due fratelli gli avrebbe lanciato contro un paio di forbici da giardinaggio.

Gli imputati hanno chiesto il rito abbreviato subordinato all’esame della parte offesa. L’avvocato Giovanni Marsicano ha picconato la sua ricostruzione. L’unica cosa certa è che i fratelli stavano tagliando un albero di pino, il resto, lite compresa, sarebbe frutto della fantasia dell’accusatore. Non ricordava neppure il nome degli imputati, né chi e come avrebbe scagliato le forbici. E poi quella frase “ti butto dal balcone” che senso avrebbe in una casa che si sviluppo solo su un livello?

“Ci dice di aver percorso dieci chilometri a piedi, l’accesso al pronto soccorso è di cinquanta minuti dopo i fatti – ha ricostruito l’avvocato Marsicano -, cioè succedono i fatti compie dieci chilometri a piedi, ferito, va a casa, prende un’altra macchina e in un tempo non compatibile o addirittura tornando indietro nel tempo, arriva al pronto soccorso facendo accesso prima di fare una semplice somma matematica. Si reca al pronto soccorso – ha aggiunto – dice di non essersi cambiato i vestiti. Delle forbici da giardino lanciate da quindici metri di distanza, hanno superato l’area, lo hanno preso, hanno rotto i pantaloni, hanno rotto l’intimo e fatto un taglio di un centimetro con quella forza”.


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